La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Autore: BenessereOrg

“Parlare di welfare, significa parla di dignità del lavoro. Il benessere delle persone in azienda cambia il modello organizzativo”, queste le parole di Chiara Lupi, Direttore editoriale di Este, che ha aperto i lavori della mattinata. Il primo intervento è stato affidato ad Alessandra Smerilli, suora salesiana e Docente di Economia che ha introdotto un tema importante: il lavoro come dono e la capacità delle aziende di riconoscere tale dono. Leggi tutto >

Lo Smart working (lavoro agile) libera il dipendente subordinato dal controllo del ‘capo’, dalla scrivania e dalla necessità di trascorrere un determinato lasso di tempo in ufficio, libera le persone dalla frustrazione di non poter conciliare vita e lavoro e libera le città dall’inquinamento. Infatti, è stato calcolato dal Comune di Milano che in un solo giorno di Smart working sono stati evitati 58.438 chilometri percorsi con mezzi privati a motore, evitando di immettere nell’ambiente 1,93 chili di PM10, 26,6 chili di ossidi di azoto, 9,5 chili di biossido d’azoto e 11,7 tonnellate di anidride carbonica, oltre a un risparmio di 5.080 litri di carburante. Leggi tutto >

di Lauro Venturi*

Hanno avuto molto risalto, in questi primi mesi del 2017, le notizie di persone che si sono tolte la vita perché non reggevano la vergogna e l’umiliazione di non avere un lavoro.
A Mantova un ragazzo di 22 anni si è impiccato all’inizio di febbraio; due giorni dopo Michele, friulano, si è tolto la vita a 30 anni, lasciando una toccante lettera, nella quale scriveva di non poter passare il tempo a cercare di sopravvivere alla ricerca di un lavoro che non arrivava; all’inizio di marzo un operaio 42enne, disoccupato di Rovigo, si è gettato sotto il treno e nella sua automobile sono stati trovati diversi curricula. Leggi tutto >

di Patrizia Cappelletti* e Luigi Serio**

Esiste una via ‘italiana’ per tenere aperto il futuro del Paese? Se sì, i suoi protagonisti ne sono consapevoli ‘collettivamente’ così da riconoscersi e agire come forza motore di un cambiamento? Sono questi i due interrogativi che hanno guidato una ricerca quanti-qualitativa nazionale ideata e condotta dal centro ARC dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in collaborazione con Unioncamere di Roma riassunta nel volume a cura di Mauro Magatti La nuova borghesia produttiva. Un modello per il capitalismo italiano (Guerini e Associati, 2015).
L’indagine, che ha riguardato una popolazione di 1.500 imprese rappresentative dell’universo delle Pmi italiane, conferma l’esistenza di un gruppo di imprenditori-innovatori, ognuno in sé capace di tracciare coraggiosamente una propria via al successo, ma solitario al timone della propria nave e dunque inefficace nell’incidere sulle macro questioni economiche e sociali da cui dipende il rilancio dell’intero sistema Paese. Leggi tutto >

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