La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Autore: Gabriele Perrone

Con le modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2019, cambia la normativa sullo Smart working. Secondo quanto previsto da un emendamento presentato dalla Lega e approvato alla Camera, i datori di lavoro che stipulano accordi per l’esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile sono tenuti a dare priorità alle richieste di Smart working formulate dalle madri lavoratrici nei tre anni successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità. La priorità è estesa anche ai lavoratori con figli in condizioni di disabilità (in questo caso sia uomini sia donne). Leggi tutto >

L’avvento sempre più pervasivo delle innovazioni tecnologiche e i crescenti dubbi sulla continuità delle professioni tradizionali fanno sì che all’interno delle aziende si discuta dell’adozione di nuovi modelli organizzativi. Oggi molti lavori rischiano di essere superati, se non addirittura di sparire, ma allo stesso tempo stanno emergendo nuove figure professionali. I singoli ruoli lavorativi, inoltre, stanno evolvendo perché sono concepiti sempre meno in isolamento, in quanto si lavora in contesti fatti di relazioni (interne ed esterne all’azienda), di spazi fisici e virtuali, di accesso a informazioni e conoscenze e di metriche per il controllo e la valutazione dei risultati.

Tutto ciò richiede lo sviluppo di competenze differenti rispetto al passato, legate ora alle più recenti innovazioni tecnologiche, utili per capire quali siano i profili dei lavori emergenti nell’impresa digitalizzata in chiave 4.0 e per ripensare i possibili modelli manageriali più adeguati.

Come può l’organizzazione trovare le giuste persone, ma anche sostenere e aiutare i collaboratori già presenti a sviluppare pienamente il potenziale per interpretare i nuovi ruoli che stanno emergendo nelle aziende? Le possibili risposte a questa domanda sono state affrontate nella

discussione dal titolo Nuovi lavori, nuove competenze organizzata dalla rivista Sviluppo&Organizzazione Leggi tutto >

Organizzazioni ‘piatte’, per progetti, learning organizations, forme professionali evolute, fabbriche e servizi 4.0: c’è una spinta verso modelli organizzativi non tradizionali che richiede nuove soluzioni progettuali e un coerente sviluppo di competenze anche per i ruoli manageriali.

Al livello del first-line management avanzano processi di sostituzione con automatismi e piattaforme tecnologiche che gestiscono senza mediazioni i rapporti tra lavoro e mercato. Il middle management è stato oggetto di accorciamenti delle gerarchie, downsizing, accorpamento delle strutture, esternalizzazione delle produzioni.

A loro volta, i top manager sono esposti a pressioni contrastanti mentre si accorciano nella media i tempi di permanenza ai vertici di una organizzazione. Nel contempo emergono o si rafforzano ruoli orientati all’azione per linee orizzontali, non gerarchiche, come quelli di project manager e simili.

È necessario sviluppare

nuove competenze e abilità Leggi tutto >

Corporate social responsibility

Quando si parla di welfare aziendale, spesso ci si concentra sulle singole iniziative da parte delle imprese a beneficio dei propri collaboratori e sui vantaggi per il dipendente, inteso come unico individuo. Ma c’è un’altra dimensione, ben più ampia e profonda, sulla quale è necessario fermarsi a riflettere: si tratta dell’etica del welfare aziendale.

In una recente intervista a Il Sole 24Ore, Papa Francesco ha definito il welfare uno degli “elementi importanti che tengono viva la dimensione comunitaria di un’azienda”, insieme con la “responsabilità sociale”, la “parità di trattamento salariale tra uomo e donna” e la “coniugazione tra i tempi di lavoro e i tempi di vita”.

Secondo il Pontefice, il modo di pensare l’impresa incide fortemente sulle scelte organizzative, produttive e distributive: “Si può dire che agire bene, rispettandola dignità delle persone e perseguendo il bene comune, faccia bene all’azienda. C’è sempre una correlazione tra azione dell’uomo e impresa, azione dell’uomo e futuro di un’impresa”.

L’agire economico, ha spiegato Papa Francesco, è sempre anche un fatto etico e un’economia sana non è mai slegata dal significato di ciò che si produce. In un’ottica di responsabilità sociale dell’impresa, è importante “lavorare insieme per costruire il bene comune e un nuovo umanesimo del lavoro, promuovere un lavoro rispettoso della dignità della persona che non guarda solo al profitto o alle esigenze produttive, ma promuove una vita degna, sapendo che il bene delle persone e il bene dell’azienda vanno di pari passo”.

Benessere delle persone e territorio al centro

Prendendo spunto dalle parole del Pontefice, la redazione di Persone&Conoscenze ha voluto interpellare i

player del mercato del welfare Leggi tutto >

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