La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Autore: Pier Luigi Celli

Organigramma potere azienda

C’è sempre un dio dove c’è da mettere ordine nelle cose. Le organizzazioni, che per natura mettono insieme tante cose, non fanno eccezione: il dio che sovrintende a queste strutture e ai compiti che le governano, l’insieme di regole, di uomini e di posizioni, è proprio quello che chiamiamo “potere”.

Un dio, di per sé, né benevolo né insofferente, semplicemente consegnato via via nelle mani di quelli che sono chiamati a interpretarlo, così che la sua funzione potrebbe essere considerata persino neutrale rispetto ai compiti che si trova affidati, se non fosse che il suo esercizio non prevede quasi mai interpreti imparziali. Leggi tutto >

flessibilizzarsi

Oggi più che mai occorre flessibilizzarsi. Non eravamo abituati ad avere al tavolo un interlocutore fastidioso che non si accontentava di negozia­re qualcosa per ritenersi soddisfatto e continuare a servire. Il fatto è che, pur rendendoci conto che i tempi sono cambiati, ci si osti­nava ancora nella vecchia abitudine di considerare – e utilizzare – la tec­nologia come un mezzo, utile e, ta­lora, persino indispensabile, ma pur sempre uno strumento da maneg­giare con attenzione, avendo cura di seguirne gli sviluppi e preoccu­pati della sua crescente pervasività. Leggi tutto >

Sembra prendere forma, oggi, un nuovo modello di lavoro in cui, con la scomparsa di tante routine de­mandabili alle tecnologie, si insedia un doppio movimento: le persone prima vivono un momento di eu­foria liberatoria, orientandosi sui segmenti nobili di certi mestieri, per poi sentirsi via via espropriate delle stesse competenze che quei mestieri erano in grado di dominare nel loro complesso e nelle loro finalità. Leggi tutto >

deboli di empatia

Va di moda la leadership empatica, qualunque cosa l’espressione voglia dire: attenzione benevola, compassione partecipata, atteggiamento comprensivo, paternalismo illuminato, cameratismo, superamento dei limiti tracciati dalle differenze di ruolo, riconoscimento dell’altro come statuto sociale e di importanza offerto, buon umore, ecc.

Quando ci sono tante parole in gioco, e con sfumature così diverse, il senso equivoco che trascinano non può essere molto decisivo per orientare i comportamenti. Nascono così teorie improvvisate, come spesso tante altre nel menù manageriale up-to-date, che finiscono per screditare alla lunga anche le migliori intenzioni. Leggi tutto >

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