La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Intervista a Giovanni Cassataro, HR Manager di Mazzucchelli 1849
di Valentina Casali

Tanta passione e una capacità imprenditoriale illuminata che si rinnova di generazione in generazione: sono questi i tratti distintivi di Mazzucchelli 1849, azienda familiare con oltre 160 anni di storia che produce e distribuisce materiale plastico impiegato soprattutto nella produzione di occhiali. Abbiamo chiesto all’HR manager Giovanni Cassataro di svelarci la formula chimica del successo.

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La crisi fiscale dello Stato e l’allargarsi della forbice tra risorse disponibili e ampliamento della gamma dei bisogni sociali hanno palesato il carattere entropico della crisi del welfare state tradizionale, di tipo redistributivo e occupazionale. Un sistema che è sempre più minato da squilibri riguardanti i diversi capitoli di welfare e le differenti situazioni occupazionali, tanto da non riuscire più a svolgere quel ruolo di sostegno per cui era nato.
Sempre più spesso si sviluppano programmi di protezione e investimenti sociali a finanziamento non pubblico. Tali esperienze – di ‘secondo welfare’coinvolgono una vasta gamma di attori economici e sociali – imprese, sindacati, enti locali, organizzazioni del terzo settore –, che si affiancano agli enti pubblici nel rispondere agli emergenti bisogni sociali dei cittadini.

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Nel 2014 Change Our World, il programma di Responsabilità Sociale globale di Qlik® – importante player nel settore della data discovery –, ha assegnato oltre 70 donazioni a favore di organizzazioni non-profit che operano in tutto il mondo. Lanciato nel febbraio 2010, il programma impatta positivamente sulla vita dei singoli e sulle comunità più bisognose.
Le organizzazioni non-profit coinvolte ricevono licenze di QlikView® e Qlik® Sense, servizi di implementazione e corsi di formazione, tutto a titolo gratuito. Grazie alle soluzioni offerte da Qlik, queste strutture hanno la possibilità di avere migliore visibilità sulle attività di raccolta fondi e sulle campagne di donazione, effettuare analisi finanziarie precise e fornire ai sostenitori i dettagli delle iniziative, accelerando così il raggiungimento degli obiettivi.

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di Luciano Padrone, Country Manager Italia di Lamb Weston Mejier

 

Lo sviluppo sostenibile, come forma di sviluppo economico compatibile con la salvaguardia dell’ambiente, è sempre più un argomento di grande attualità. L’uso di una risorsa naturale è infatti sostenibile quando il prelievo della stessa non supera la sua capacità di rigenerazione, e dunque il concetto di sostenibilità è strettamente legato al concetto di limite di uso delle risorse naturali.
L’argomento è particolarmente sentito dai giovani. Da uno studio condotto da Astra Ricerche per Comieco – Consorzio Nazionale per la raccolta e il riciclo degli imballaggi – è infatti emerso che i giovani italiani, tra i 16 e i 19 anni, si preoccupano per l’ambiente e sono pronti ad adottare comportamenti più sostenibili per tutelarlo; l’81% degli intervistati si dice preoccupato per l’ambiente riferendosi alla situazione dell’intero pianeta.
Di sostenibilità ambientale si sta parlando molto anche grazie a Expo 2015, il cui tema è Nutrire il pianeta, energia per la vita, che pone l’accento su come trovare un equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse. Una dimostrazione di come sia difficile gestire il consumo responsabile la sta già dando il padiglione della Svizzera a Expo: a fronte di un numero limitato di generi alimentari a disposizione dei visitatori (come simbolo delle risorse limitate del pianeta) dopo nemmeno un mese di manifestazione è già stato dimostrato che queste non basteranno per tutti. Il messaggio che emerge è chiaro: se si utilizzano o sprecano risorse in quantità elevata si mette in difficoltà chi verrà dopo di noi.
Non solo quindi i singoli, ma anche le aziende, devono diventare consapevoli del fatto che le risorse del pianeta sono limitate ed è necessario creare valore condiviso.
Negli ultimi dieci anni le aziende si sono dimostrate sempre più attente alle tematiche della responsabilità sociale d’impresa e della sostenibilità. Quelle più innovative hanno capito che seguire pratiche eco-sostenibili non significa solo essere responsabili nei confronti dell’ambiente, ma si traduce in un aumento dei profitti e in un miglioramento del business.
In particolare, dal 2008, Lamb Weston-Meijer, azienda specializzata nella lavorazione delle patate, ha dato il via al proprio programma di sostenibilità con una roadmap al 2020, i cui obiettivi sono di ridurre del 50% il consumo di acqua per tonnellata di prodotto finito, del 30% il consumo di energia e aumentare del 10% l’utilizzo di patate, minimizzando i prodotti secondari e il flusso degli scarti.
L’approccio alla sostenibilità dell’azienda si concentra su sei aree specifiche che sono strettamente collegate alle attività principali, ossia: acqua, energia ed emissioni, patate e scarti, dipendenti, sicurezza e qualità alimentare, nutrizione e salute.
Lamb Weston-Meijer ha compiuto progressi concreti verso la realizzazione degli obiettivi di sostenibilità al 2020. Ad esempio, rispetto allo stato iniziale del 2008, ogni anno si risparmia l’acqua di 114 piscine olimpioniche e l’energia utilizzata da 11.000 abitazioni olandesi, inoltre si consumano 51.600 tonnellate di patate in meno per realizzare lo stesso prodotto finito, con un notevole aumento della resa nell’utilizzo delle patate.
Sono stati anche ridotti a zero i rifiuti da discarica. Attualmente il 99,7% dei prodotti secondari e dei flussi di scarico, pari a 300.000 tonnellate di materiali prevalentemente a base di patate, trova un impiego utile. Per friggere vengono utilizzati oli più sani, meno sale e sono state introdotte alcune innovazioni che contribuiscono a realizzare un prodotto in grado di soddisfare le attuali tendenze alimentari a livello internazionale.
Rispetto agli obiettivi iniziali del 2008, si è registrata quindi una riduzione annua del 7% (o 285 milioni di litri) del consumo diretto di acqua, una riduzione annua del 21% del consumo diretto di energia e un aumento annuo del 4,3% della resa nell’utilizzo di patate. Questi risultati dimostrano chiaramente che l’azienda è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità al 2020.
Affinché il nostro settore sia veramente sostenibile, dobbiamo concentrarci sulla filiera complessiva. Per questo operiamo sempre creando valore condiviso. Per fare in modo che, a lungo termine, la nostra azienda si distingua sotto il profilo della sostenibilità, dobbiamo collaborare con vari soggetti secondo diverse modalità. Crediamo che la sostenibilità sia un imperativo aziendale e una parte essenziale della modalità con cui svolgiamo l’attività. Riteniamo che sia nostra responsabilità ricoprire un ruolo attivo e di riferimento per lo sviluppo sostenibile nel settore industriale in cui operiamo.

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