La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Quali sono i nuovi trend del welfare aziendale? I player di mercato ne hanno parlato a margine della tappa di Milano del Convegno Welfare aziendale organizzato dalla casa editrice ESTE in collaborazione con Sviluppo&Organizzazione.

Tra gli esponenti del settore sono intervenuti: Claudio Raimondi, Responsabile Welfare di Poste Vita; Nelly Bonfiglio, Sales Director di Easy Welfare; Giorgia Manfrin, Sales Account Specialist BU Welfare di Edenred; Nicola Romano, Sales Director BU Employalty di Seri Jakala; Gianluca Davascio, Responsabile Progetti Speciali di Uniqua Assicurazioni e Consigliere Delegato di Seb; Patrizia Miccolis, AD di Zeta Service; Marco Bossi, Managing Director di Talentia Software Italia.

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Il lavoro c’è ma ma molte posizioni restano scoperte per mancanza di competenze. È il dato più importante emerso dalla terza edizione dell’Osservatorio delle Competenze Digitali, condotto dalle associazioni ICT AICA, Assinform, Assintel e Assinter Italia e promosso da MIUR e AgID.

Le figure professionali a cui fa riferimento l’indagine sono quelle in ambito digitale. La domanda di professioni ICT, infatti, è in costante aumento. Lo dimostra l’analisi dei 175mila annunci di lavoro su web nell’ultimo triennio, di cui ben 60mila sono quelli nel solo 2016: ogni anno la richiesta di professioni ICT cresce mediamente del 26%, con picchi del 90% per le nuove professioni legate alla Trasformazione Digitale come i Business Analyst e i gli specialisti dei Big Data, a sottolineare l’evoluzione verso l’azienda “data driven”. Cresce complessivamente del 56% la richiesta delle nuove professioni digitali: specialisti in Cloud, Cyber Security, IoT, Service Development, Service Strategy, Robotics, Cognitive & Artificial Intelligence. C’è decisamente più richiesta nel Nord ovest, in cui si concentra il 48% della Domanda.

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Autori:

– Vincenzo Mazzotta, Assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Management dell’Università La Sapienza di Roma

– Mauro Gatti, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale presso il Dipartimento di Management dell’Università La Sapienza di Roma.

Esiste un impatto della hubris del CEO sulla capacità dell’organizzazione aziendale di agire in maniera imprenditoriale? La Upper echelons theory l’ha definita “un livello esagerato di core self evaluation” e ha analizzato l’impatto di tale tratto della personalità sulle decisioni strategiche e sulle performance aziendali, non riuscendo però a osservare sistematicamente i suoi effetti sul comportamento organizzativo. Nell’ambito dei comportamenti organizzativi oggetto di studi, la Strategic choice perspective ha delimitato il costrutto dell’attitudine imprenditoriale dell’impresa, definito come “un insieme di processi, pratiche, attività decisionali, che portano l’impresa a cogliere nuove opportunità”. Seguendo tali filoni di ricerca, cercheremo di investigare come la hubris del CEO, costrutto studiato approfonditamente sia nell’ambito dello strategic management sia nell’ambito del comportamento organizzativo, influenzi l’attitudine imprenditoriale dell’impresa. Tale studio intende offrire un contributo alla comprensione dell’influenza della personalità del CEO sull’organizzazione aziendale; non di meno, il contributo esterno riguarda la possibilità di individuare meccanismi di controllo manageriale e di corporate governance per prevenire l’incidenza negativa della hubris del CEO sulla capacità dell’impresa di innovare e, quindi, di creare valore nel medio lungo termine.          

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Il panorama nazionale della consulenza professionale alle imprese per la costruzione di Piani di
welfare aziendale (Pwa) si arricchisce di una nuova importante realtà: Valore Welfare Srl. La società è stata fondata da due manager esperti di welfare aziendale: Antonio Manzoni, Managing Partner e Giovanni Scansani, Amministratore Unico.
Un numero crescente d’imprese italiane, non solo di grandi dimensioni, sta adottando politiche di management delle risorse umane che includano l’adozione di piani di welfare aziendale strutturati.
Le recenti innovazioni introdotte dalla legge di Stabilità 2016 hanno ampliato gli spazi di manovra della contrattazione ed esteso la defiscalizzazione dei programmi di welfare aziendale che costituiscono un terreno fertile per lo sviluppo degli interventi di sostegno alla conciliazione vita lavoro e, più in generale, per assicurare la tenuta del potere d’acquisto dei lavoratori in relazione a specifici ambiti della domanda di beni e servizi (tra questi: il pagamento delle rette degli asili nido, dei libri di testo scolastici, dei servizi di assistenza domiciliare, ma anche di palestre, viaggi, check-up medici e servizi di baby sitting).
Il tratto fortemente distintivo di Valore Welfare, sottolinea la società, sta nel carattere indipendente dell’attività di advisory esercitata (non essendo collegata a imprese attive come provider di servizi di supporto per la gestione delle iniziative di welfare in azienda) e nel rigoroso approccio metodologico che enfatizza la portata strategica dei Piani di Welfare Aziendale associandola a consolidati strumenti di analisi dei risultati che le aziende possono conseguire grazie agli interventi proposti.
I fondatori di Valore Welfare, con la nuova società intendono colmare un gap sinora esistente nel settore e consentire alle aziende italiane di avvalersi di un punto di vista realmente oggettivo nella definizione delle iniziative più utili per dare concrete risposte ai nuovi e ai tradizionali bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie.

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