La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

L’incantevole giardino di Frida Kahlo ci coglie tra una fitta vegetazione verde, all’interno di un cortile delizioso e completamente dipinto di un blu brillante. L’insieme è davvero emozionante e suscita –almeno nella sottoscritta– allo stesso tempo una sensazione di calma e benessere e uno stato di potenza dato dall’energia sprigionata dall’intensità del colore.

Presto scoprirò che questo blu deciso si trova un po’ ovunque negli esterni delle case messicane. Il blu è un colore speciale. Secondo la cromoterapia suscita in noi uno stato di armonia ed equilibrio, nonché di calma e ha la facoltà di rilassarci portando equilibrio nella sfera emotiva. Leggi tutto >

Agli inizi del mio percorso professionale si rifletteva sul cambiamento organizzativo riconducendolo a due peculiari ambienti che ipotizzavano diverse modalità di gestione aziendale: un ‘ambiente stabile’ presupponeva azioni e comportamenti di risposta graduali, spesso a seguito di eventi eccezionali che interrompevano una routine; un altro definito ‘ambiente turbolento’ poiché suggeriva azioni e comportamenti proattivi, di anticipazione, peculiari delle organizzazioni competitive e innovative. Leggi tutto >

Recenti studi dimostrano che esiste una correlazione tra la felicità nell’ambiente di lavoro e l’aumento di produttività delle aziende.

Negli Stati Uniti, dove spesso nascono idee destinate a cambiare il nostro modo di vivere, si sta affermando una nuova figura professionale: quella del Chief Happiness Officer, che ha il compito di prendersi cura del benessere dei dipendenti, per fare in modo che ognuno si senta soddisfatto del suo posto di lavoro. Leggi tutto >

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“Le fabbriche di guanti, general­mente, sono state aziende a gestione familiare. Di padre in figlio. Aziende molto tradizionali. Per la maggior parte degli industriali, un prodotto è un prodotto. Chi lo produce non sa nulla del prodotto. L’industria guan­taria non è così. Questa industria ha una lunga, lunghissima storia… Ci vogliono passione e tradizione per spingere qualcuno a rimanere in un settore industriale come questo”.

Pastorale americana, uno dei roman­zi più noti di Philip Roth, il grande scrittore scomparso a marzo 2018, racconta l’intreccio tra la storia di questa fabbrica e la vita della famiglia che l’ha creata e gestita (edizione ita­liana: 1998, traduzione di Vincenzo Mantovani, Einaudi, Torino).

American Pastoral: Il Trailer italiano del film – HD

I personaggi chiave appartengono a quattro diverse generazioni di una famiglia ebrea, i Levov, il cui capostipite era immigra­to dall’Europa intorno al 1890: “Tre generazioni. Tutte avevano fatto dei passi avanti. Quella che aveva lavo­rato. Quella che aveva risparmiato. Quella che aveva sfondato. Tre gene­razioni innamorate dell’America. Tre generazioni che volevano integrarsi con la gente che vi avevano trovato. E ora, con la quarta, tutto era finito in niente. La completa vandalizzazione del loro mondo”.

Tra loro spicca la

figura dello ‘Sve­dese’ Leggi tutto >

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