La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

In Italia si creano meno posti di lavoro che altrove. Per i giovani c’è un futuro da camerieri o commessi. Aumentano le disuguaglianze retributive e anche lo stress da lavoro. In questo contesto, il welfare aziendale può migliorare la qualità della vita in azienda.
È questa la fotografia scattata dal secondo Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, realizzato in collaborazione con Eudaimon, leader nei servizi per il welfare aziendale, e con il contributo di Credem, Edison, Michelin e Snam (leggi qui il primo Rapporto). Leggi tutto >

L’esortazione di Papa Francesco a “costruire il bene comune e un nuovo umanesimo del lavoro” non ha spiazzato le imprese italiane. La maggior parte sottoscriverebbe al volo un impegno a creare le condizioni per “un lavoro rispettoso della dignità della persona che non guarda solo al profitto o alle esigenze produttive, ma promuove una vita degna sapendo che il bene delle persone e il bene dell’azienda vanno di pari passo”. Il problema, semmai, è passare dalle buone intenzioni ai fatti e per questo può essere d’aiuto il buon esempio di chi è già avanti nella tabella di marcia.

Più servizi, più comunicazione

“Stare bene per lavorare bene”, claim che accompagna tutto il welfare di Credem, fa rima con le parole del Pontefice e riporta a un’unica fonte i mille rivoli dell’impegno dell’istituto di credito per il benessere degli

oltre 6mila dipendenti. Leggi tutto >

Corporate social responsibility

Quando si parla di welfare aziendale, spesso ci si concentra sulle singole iniziative da parte delle imprese a beneficio dei propri collaboratori e sui vantaggi per il dipendente, inteso come unico individuo. Ma c’è un’altra dimensione, ben più ampia e profonda, sulla quale è necessario fermarsi a riflettere: si tratta dell’etica del welfare aziendale.

In una recente intervista a Il Sole 24Ore, Papa Francesco ha definito il welfare uno degli “elementi importanti che tengono viva la dimensione comunitaria di un’azienda”, insieme con la “responsabilità sociale”, la “parità di trattamento salariale tra uomo e donna” e la “coniugazione tra i tempi di lavoro e i tempi di vita”.

Secondo il Pontefice, il modo di pensare l’impresa incide fortemente sulle scelte organizzative, produttive e distributive: “Si può dire che agire bene, rispettandola dignità delle persone e perseguendo il bene comune, faccia bene all’azienda. C’è sempre una correlazione tra azione dell’uomo e impresa, azione dell’uomo e futuro di un’impresa”.

L’agire economico, ha spiegato Papa Francesco, è sempre anche un fatto etico e un’economia sana non è mai slegata dal significato di ciò che si produce. In un’ottica di responsabilità sociale dell’impresa, è importante “lavorare insieme per costruire il bene comune e un nuovo umanesimo del lavoro, promuovere un lavoro rispettoso della dignità della persona che non guarda solo al profitto o alle esigenze produttive, ma promuove una vita degna, sapendo che il bene delle persone e il bene dell’azienda vanno di pari passo”.

Benessere delle persone e territorio al centro

Prendendo spunto dalle parole del Pontefice, la redazione di Persone&Conoscenze ha voluto interpellare i

player del mercato del welfare Leggi tutto >

Cookie Policy | Privacy Policy

© 2019 ESTE Srl - Via A. Vassallo, 31 - Milano - TEL: 02 91 43 44 00 - FAX: 02 91 43 44 24 - info@este.it - P.I. 00729910158
logo sernicola sviluppo web milano