La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

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Competenze, processi e culture organizzative nell’epoca dell’infosfera

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I mutamenti rapidi e virali indotti dall’affermarsi, nel nostro contesto attuale, del processo di digitalizzazione – come il cloud, il Learning machine, l’Augmented Reality (AR) e l’Internet of Things (IoT) – stanno riconfigurando gli scenari organizzativi contemporanei, sollecitando inedite sfide e tensioni.

Infatti, da un lato aprono nuove prospettive per il lavoro, il management e i processi di produzione di valore; dall’altro introducono preoccupazione e attenzioni critiche verso i concreti rischi di manipolazione e di utilizzo distorto in termini di potere generato dalla transizione digitale.

Sul primo versante assistiamo a profonde e radicali quanto rapide trasformazioni del mondo tecnologico e scientifico, che stanno drasticamente modificando i nostri modi di produrre, di consumare e di partecipare: per esempio, possiamo pensare all’IoT e ai sensori che permettono il nostro controllo sugli oggetti e i loro trasferimenti; alle applicazioni nel campo della Genetica, della Biologia sintetica e della Medicina; alla Robotica e alla sua estensione ai veicoli, ai servizi, ai materiali.

Si tratta di un contesto in forte evoluzione, che possiamo riassumere nella prospettiva che alcuni autori (Schwab, 2017) definiscono di “quarta rivoluzione industriale”, con evidenti e pervasivi cambiamenti, sia nei processi produttivi (Frau, 2016) sia nei profili di competenze professionali e lavorative a essi associate (Martino, 2016).

Floridi (2017) ha icasticamente descritto come “era dell’iperstoria” quella segnata dall’affermarsi delle tecnologie di terzo ordine che, dai Big data all’Intelligenza Artificiale (Artificial intelligence, AI) e alla domotica, stanno generando una dipendenza delle società umane dalle ICT e dalle informazioni da esse veicolate.

Di qui anche il manifestarsi di preoccupazioni e la prefigurazione di rischi connessi all’avanzamento pervasivo delle tecnologie di terzo ordine, legati a una riconfigurazione del rapporto uomo-macchina che coinvolge diversi interlocutori a vari livelli: istituzionale, politico, manageriale, professionale e lavorativo.

Se infatti, da un lato la crescita della domanda per nuovi beni e servizi e l’implementazione delle nuove tecnologie conduce alla creazione di nuove occupazioni, nuove aziende e nuovi mercati, dall’altro l’automazione e l’AI nel breve periodo portano alla cancellazione di numerose occupazioni, anche a livello di qualifiche medio-alte.

Tutto ciò avviene all’interno di uno scenario globale caratterizzato da evidenze tanto attuali quanto drammatiche: dalla crisi permanente alla disoccupazione allarmante accompagnata a fenomeni di disuguaglianza nelle basilari condizioni socio-economiche e culturali di molti gruppi e popolazioni, fino al collasso ecologico incombente e alle profonde trasformazioni demografiche, geopolitiche e migratorie che accompagnano il nostro vivere.

Gli effetti della quarta rivoluzione industriale

I sistemi produttivi si misurano con condizioni di crescita esponenziale e immoralità del debito pubblico, di inadeguatezza delle forme dello Stato, di tanto annunciata quanto incompiuta sussidiarietà, di non uguaglianza a livello internazionale delle condizioni di tutela dei diritti di rappresentanza e lavoro, di frammentazione e polarizzazione di interessi particolaristici e corporativi.

La considerazione di tali dimensioni appare cruciale e ineludibile, pena l’evitare, in modo tanto illusorio quanto pericoloso, un serrato confronto con le condizioni materiali e socio-culturali all’interno delle quali si situa e prende progressiva consistenza la configurazione di ogni sistema economico e produttivo.

Vanno analizzati e valutati gli effetti della quarta rivoluzione industriale sulle relazioni economico-sociali, sulle nuove identità sociali, sull’ambiente e sulle imprese, così come la rappresentazione dell’Industria 4.0 come modalità di fare impresa più indicata per sopravvivere ai cambiamenti globali.

Analogamente un numero sempre maggiore di studi (Makridakis, 2017; Peters, 2017) si concentra sull’effetto della rivoluzione industriale sul mondo del lavoro in termini di occupazione (e disoccupazione), replacement e sulle competenze lavorative necessarie alla forza lavoro del futuro e sui migliori strumenti formativo-didattici per il loro sviluppo.

È vero che le informazioni digitalizzate sono divenute la risorsa strategica per eccellenza e che la Rete ricopre un ruolo cruciale nell’organizzazione dell’economia e della società nel suo insieme. D’altro canto, però, i sofisticati sistemi di AI e IoT di Amazon nella gestione della domanda e di delivery di beni e prodotti devono misurarsi non solo con una smisurata disponibilità di dati e informazioni da processare, gestire e applicare per una conoscenza dei clienti e dei relativi bisogni, ma anche con indiscutibili, ragionevoli e sostenibili esigenze dei rider che rivendicano sacrosante condizioni contrattuali di non sfruttamento manipolativo.

 

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di maggio-giugno 2019 di Sviluppo&Organizzazione.
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