La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Responsabilità sociale come bene comune

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Nel giro di poco più di un decennio la sostenibilità ha trasformato il modo stesso di intendere il business e l’economia ed è entrata nell’agenda politica oltre che nella strategia di tante organizzazioni.

Numerose le aree che sono state investite, sia nel pubblico sia nel privato: dal cambiamento nel linguaggio ai mutamenti negli stili di vita e di consumo; dai fattori che influenzano il mercato a leggi e regolamenti che ridisegnano le regole del gioco.

Nelle aziende si moltiplicano i codici etici, le certificazioni e bilanci di sostenibilità, e i consumatori sono sempre più attenti all’impatto ambientale dei prodotti e alle modalità di produzione-distribuzione.

A riprova della crescente attenzione che sta acquisendo la CSR nel panorama delle imprese italiane, i profili dei partecipanti alla Discussione di Sviluppo&Organizzazione mostrano in maniera evidente la trasversalità del tema rispetto a differenti settori.

Rossella Sobrero è Presidente e fondatrice di Koinètica, organizzazione dedicata allo sviluppo e alla comunicazione della Responsabilità d’impresa nata nel 2002; più tardi ha dato vita al blog CSR e dintorni e nell’autunno del 2018 ha pubblicato il libro Sostenibilità, competitività e innovazione. 20 idee per il futuro (Edizioni Egea).

Rosanna Maserati fa parte del Servizio Relazioni Industriali di Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, Gruppo che nel 2011 ha lanciato il meta-progetto proveniente dalla casa madre francese FReDFiducia (nel rapporto del Cliente), Rispetto (verso i propri collaboratori), e Demetra (la Terra, che sottintende l’accezione di rispetto del Pianeta e dell’ambiente) con l’obiettivo dichiarato di accompagnare e rafforzare il percorso di Responsabilità sociale del gruppo a livello mondiale.

Gianluca Principato, Responsabile Reporting di Sostenibilità di Gruppo Hera, che dal 2005 ha costituito una Direzione che si occupa di tre compiti principali: reporting di sostenibilità, gestione del sistema incentivi per dirigenti e quadri e gestione di nuovi modelli di coinvolgimento e dialogo con gli stakeholder locali sulla sostenibilità.

Nel 2015 anche CIRFOOD ha costituito un’area dedicata alla CSR per governare i temi della sostenibilità e del welfare in modo più strutturale rispetto a quanto avveniva in passato e promuove Maria Elena Manzini, Corporate Social Responsibility Manager.

È più recente invece – aprile 2018 – la nomina di Luca Cassani a CSR Manager di Epson Italia, che sta perseguendo i Sustainable Development Goals dell’Onu.

A chiudere la rosa dei partecipanti, Elena Bauer, Communications Manager di Ifom, istituto privato per la ricerca sul cancro che è al tempo stesso destinatario della Responsabilità sociale di altre aziende, attraverso donazioni, e si impegna nella restituzione al territorio dei contenuti della ricerca, senza tralasciare attività divulgative e di formazione.

Pervasività e impatti organizzativi

Sulla CSR si è finora detto e fatto molto (anche se tanto resta ancora da fare), ma come fare in modo che la CSR abbia ricadute sull’intera organizzazione?

Dal suo punto di vista, Principato ha rivelato il desiderio di “sfruttare il reporting di sostenibilità per fini organizzativi”: “È importante coinvolgere tutte le funzioni nei progetti, affinché la sostenibilità non sia soltanto un’esclusiva della Direzione, ma arrivi a permeare tutti i livelli”.

Nell’esperienza di Crédit Agricole (14mila il numero di dipendenti del Gruppo Crédit Agricole in Italia), la pervasività del tema è data dal lavoro a quattro mani fra aree di CSR ed HR. All’interno della strategia HR grande importanza rivestono da sempre le tematiche di welfare (“Dalla previdenza e assistenza integrativa, all’ Asilo aziendale all’assunzione di persone con disabilità, fino a vari aspetti del welfare aziendale che abbiamo cercato di far evolvere”); è possibile riconoscere in questa fase un “momento di evoluzione dell’area welfare verso un programma di wellbeing e una spiccata attenzione alle tematiche legate alla mobilità sostenibile”.

Di diversa natura forse possono considerarsi i casi in cui la Responsabilità sociale d’impresa sia connaturata alla stessa impostazione aziendale, anche se comunque è un aspetto che non può essere sottovalutato.

A tal proposito, Manzini ha raccontato come in CIRFOOD la CSR sia connaturata al modello d’impresa: “La cooperativa valorizza la filosofia mutualistica, mettendo al centro non solo gli interessi dell’organizzazione, ma quelli delle persone. Il 60% dei lavoratori di CIRFOOD è costituito da soci e questo promuove la partecipazione attiva di tutti allo sviluppo dell’impresa.

Per questo reinvestiamo ogni anno i nostri utili in attività in grado
di generare occupazione e crescita sia fra i nostri dipendenti sia nelle comunità che ospitano le nostre attività”.

Anche il fatto di operare in un settore di business legato all’alimentazione delle persone, e dei bambini in particolare, implica una grande attenzione e responsabilità sociale: “Ci occupiamo della nutrizione dei bambini, che sono gli adulti di domani”.

“Quando abbiamo elaborato il piano industriale 2016-20, ci siamo resi conto di quante attività già venivano realizzate in area CSR, ma senza un coordinamento generale e la relativa consapevolezza”, una sorta di CSR ‘inconscia’.

Anche Cassani ha riconosciuto a Epson la mission di “contribuire a realizzare un mondo migliore, attraverso la propria tecnologia e la propria Management philisophy” e ha confessato: “Più affronto la CSR, più la capisco e più mi sembra buon senso.

Il mio compito non è tanto creare attività di sostenibilità, quanto mettere il seme della CSR nei vari reparti, così che io possa coordinare e raccogliere il frutto del loro lavoro. È impensabile che una singola persona possa far diventare un’intera azienda responsabile e sostenibile”.

Per approfondire i temi emersi nel corso della Discussione, leggi il numero di Gennaio-Febbraio di Sviluppo&Organizzazione.
Per informazioni sull’acquisto di copie e abbonamenti scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)

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