La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Stimoli dall’arte contemporanea per creare valore nell’impresa

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Sfatiamo prima dei miti e facciamo chiarezza su alcuni punti che hanno a che fare con l’arte contemporanea. In primo luogo, la pittura e la scultura non sono necessariamente le tecniche preferite degli artisti contemporanei. Da un secolo, ormai, l’arte si manifesta attraverso fotografie, video, installazioni, creazioni di ready made. A volte, l’arte contemporanea non produce necessariamente alcun tipo di opera tattile, ma esiste soltanto in forma di performance, come nel caso delle opere della star mondiale Marina Abramovic(1) o dell’italiana MaraM(2).

Marina Abramovic e Ulay (1978) ‘AAA - AAA’, proprietà dell’immagine dell’artista e della Lisson Gallery
Marina Abramovic e Ulay (1978) ‘AAA – AAA’, proprietà dell’immagine dell’artista e della Lisson Gallery

In secondo luogo, la creazione artistica non ha necessariamente luogo all’interno dello studio bohemien dell’artista. Molte volte è proprio il contrario. L’opera d’arte nasce spesso in diretta relazione con il pubblico e/o con lo spazio espositivo, sia esso una galleria d’arte, oppure in uno luogo pubblico, come nel caso delle opere della pluripremiata Susan Philipsz, della quale si ricordano grandi opere sonore in spazi all’aperto(3).

Terzo, gli artisti contemporanei non necessariamente sono dei geni introversi, timidi, indigenti, incapaci di organizzarsi e senza nessuna comprensione o interesse per il business. Per esempio, l’artista americano Jeff Koons ha uno studio a New York dove realizza le sue opere. Ci lavorano oltre 120 persone. Koons ha un Office Manager che è un Manager HR a tutti gli effetti, che controlla il lavoro nella bottega e dev’essere il più efficiente ed efficace possibile, e che le risorse siano allocate su attività che possano servire al meglio i collezionisti e i compratori delle opere dello stesso Koons(4).

Un altro esempio di gestione artistica di progetti su scala monumentale, radicalmente diverso dal caso Koons, è dato dalle opere dell’artista cinese Ai Weiwei. Per esempio, per l’opera Sunflower seeds, l’artista ha riempito la Turbine Hall della Tate Modern a Londra con milioni di semi di girasole in porcellana fatti a mano. Per la produzione dell’opera ci sono voluti un intero paese cinese (1.600 persone circa) e due anni e mezzo di lavoro(5).

̒The Floating Piers ̓ l ̓opera galleggiante dell'artista bulgaro-americano Christo Vladimirov Yavachev, allestita sul lago d ̓Iseo fra il 18 giugno e il 3 luglio 2016. Foto di Anja Puntari
̒The Floating Piers ̓ l ̓opera galleggiante dell’artista bulgaro-americano Christo Vladimirov Yavachev, allestita sul lago d ̓Iseo fra il 18 giugno e il 3 luglio 2016.
Foto di Anja Puntari

Nel contesto italiano, un esempio di opera monumentale è stato The Floating Piers dell’artista bulgaro Christo, un’opera installata sulle acque del Lago d’Iseo. Oltre alle dimensioni monumentali, che hanno comportato un lavoro di mesi per la sua installazione e successiva disinstallazione, i numeri dal punto di vista del successo di pubblico sono impressionanti: secondo diverse fonti il numero di visitatori in 15 giorni è arrivato a circa 1,5 milioni di persone.

La definizione di cosa è arte e cosa viene definita tale va oltre lo scopo di questo articolo. Mi limito a osservare il comportamento messo in pratica dagli artisti all’interno di un settore, che è quello dell’arte contemporanea, con le sue specificità di industria di creazione di beni e di valore.

Gli artisti contemporanei operano quindi all’interno di un ambiente che, per semplicità, possiamo definire come ‘il mondo dell’arte contemporanea’. Intendendo con ciò un sistema composto da persone (artisti, curatori, galleristi, critici, giornalisti, collezionisti, spettatori), da relazioni di interesse e di potere, da produzioni di beni, da uno scambio di prodotti e denaro, da processi di gestione e promozione sia dei prodotti (opere) sia delle ‘firme’ (gli artisti) e dalla generale tensione verso la creazione di valore che pervade i vari protagonisti dell’ecosistema.

A questo si aggiunge che l’ambiente complessivo dell’arte contemporanea globale consiste in tantissimi ecosistemi minori, pubblici e privati. Alcuni più focalizzati su una dimensione di ricerca artistica e non necessariamente profittevoli da un punto di vista economico; altri con maggiore attenzione a una dimensione di carattere commerciale. Il mondo dell’arte contemporanea non è, quindi, uno solo ma un universo con tanti spazi operativi diversi e, per molti versi, simile a qualsiasi sistema di business.

Le competenze degli artisti

Si capisce, quindi, come gli artisti contemporanei spesso non corrispondano alla nostra idea romantica di persona misteriosa che crea nella propria dimensione solitaria un capolavoro. Sono professionisti che seguono le tendenze di mercato esattamente come le imprese, mettono in atto strategie di comunicazione come ogni buon professionista, gestiscono budget di produzione delle loro opere come tutti i produttori di beni e organizzano le risorse – umane, materiali e immateriali – per far sì che la loro visione possa diventare una realtà.

Senz’altro, se mettessimo sotto la lente d’ingrandimento gli artisti di successo, troveremmo in loro tante delle caratteristiche presenti nei migliori talenti delle nostre organizzazioni.

L'artista napoletana MaraM durante la performance dal titolo ̒2/2 ̓, presentata il 16 giugno 2010 al museo MADRE di Napoli
L’artista napoletana MaraM durante la performance dal titolo ̒2/2 ̓, presentata il 16 giugno 2010 al museo MADRE di Napoli

Un artista di fama mondiale, di solito, è particolarmente dotato anche in competenze quali l’orientamento al successo, l’iniziativa, la costruzione di relazioni e il networking, per elencarne alcune di quelle presenti sulla lista dei Top 20 che McClelland(6) indicò già negli Anni 70 come fondamentali per i best performer. Ma questa conoscenza ormai ci è nota da tempo; e qui, il mondo dell’arte ha poco da aggiungere. Il valore (e la comprensione) che ci può fornire l’arte contemporanea va cercato altrove.

Dato il carattere ‘plurifacciale’ del mondo dell’arte contemporanea, anche gli artisti contemporanei non sono un gruppo uniforme di persone con medesimi interessi e un percorso di formazione identico. Ognuno si avvale di tecniche diversissime per creare le proprie opere d’arte, elabora business plan e strategie di penetrazione del mercato differenti. Di primo acchito, potrebbe addirittura sembrare che siano più le caratteristiche che differenziano un artista da un altro rispetto a quelle che li uniscono.

Per questo motivo non è possibile, usando la terminologia aziendale, partire da un’idea di ‘competenze di ruolo’ specifiche. Imparare da questo gruppo così eterogeneo è un esercizio complesso, ma ne vale davvero la pena, perché in comune hanno la capacità di mostrare, attraverso le loro opere, dei possibili futuri. Possono aprire la mente al diverso, incantarci e suscitare emozioni. Attraverso il loro operare artistico, rendono visibile l’invisibile e ci permettono di venire in contatto con noi stessi e la nostra dimensione emotiva e con il mondo che ci circonda.

'Fontana' è un'opera ready-made realizzata dall'artista Marcel Duchamp nel 1917
‘Fontana’ è un’opera ready-made realizzata dall’artista Marcel Duchamp nel 1917

Per fare ciò, gli artisti si allenano costantemente su alcune competenze quali visione, ascolto, sensibilità emotiva e ambientale, creatività, costruzione e interpretazione estetica. Non sono competenze direttamente sovrapponibili ai tipici dizionari delle competenze utilizzate in azienda ma, proprio per questo, ne possiamo trarre un maggior apprendimento.

Per esempio, l’ascolto nell’operare dell’artista non è la stessa cosa dell’ascolto declinato in comportamenti caratteristici del contesto aziendale. Ci sono similitudini, ma anche differenze.

Per leggere l’articolo completo, pubblicato sul numero di Dicembre 2017 di Sviluppo&Organizzazione acquista la versione .pdf scrivendo a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434419)

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1 Marina Abramovic è un’artista di origine serba che, da più di 30 anni, vive negli Stati Uniti. Può essere considerata la madre della Performance Art. Dagli Anni 60 in poi, ha creato opere di forte impatto, dove i limiti del corpo e l’essere presenti nel momento con la mente diventano elementi fondamentali della sua arte. Il suo lavoro è stato visto nelle rassegne e nelle mostre più importanti del mondo. Nel 1997 ha vinto il prestigioso Leone d’oro, durante la XLVII Biennale di Venezia.

2 MaraM è un’artista di origine napoletana. Nella sua ricerca, MaraM utilizza il corpo come strumento d’espressione privilegiato, teso a indagare i propri limiti fisici e psicologici rielaborando azioni o gesti semplici e quotidiani, spesso ripetuti o ‘congelati’ nel tempo, che assumono una nuova veste simbolica e pertur-bante attraverso un linguaggio tragico-ironico. Negli ultimi anni ha preso parte a numerose esibizioni e festival internazionali tra cui Thessaloniki Biennale of Contemporary Art e XIII BJCEM, Biennal of Young Artists from Europe and the Mediterrean. www.maram.it.

3 Susan Philipsz è un’artista di origine scozzese che ha vinto il Turner Prize nel 2010. Philipz è originariamente scultrice, ma è meglio nota per le sue installazioni ambientali. Registra spesso le canzoni dei suoi lavori in spazi con un forte carattere ambientale, per esempio all’interno di una cappella oppure all’interno di un centro commerciale. Le tracce audio vengono poi riprodotte in luoghi cittadini all’aperto creando misteriosi soundscapes nello spazio urbano.

4 Scena terza, capitolo su Jeff Koons nel libro di Sarah Thornton (2015), 33 artisti in 3 atti, Feltrinelli Editore, Milano, 29.

5 Scena quarta, capitolo su Ai Weiwei, ibidem, 36.

6 FMcClelland D.C. (1973), Testing for competence rather than for intelligence, American Psychologist, 28, 1-14.


Anja Puntari

Anja Puntari, Artista e Business Coach di Performant by SCOA, Consulente alla Commissione Europea nel programma Horizon 2020, Membro di New Club of Paris, Docente NABA – Nuova Accademia di Belle Arti Milano

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