La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Tag: ambiente di lavoro

Si è conclusa all’Urban Center di Milano, mercoledì 4 febbraio, l’avventura delle ragazze di C to Work, progetto che Piano C ha ideato per reinventare l’identità professionale delle donne; dipendenti, libere professioniste o disoccupate. Sei idee per diffondere lo smart working, dagli incentivi fiscali ai coworking di quartiere fino al ripensamento dell’intero outfit ufficio.
Grazie alla partnership tra Piano C e Cisco Italia è stato possibile organizzare un percorso di orientamento di dodici settimane, dedicato alla diffusione della cultura dello smart working. Cristina Coppellotti (laureata in Psicologia, mamma e social HR), Giuditta Deodato (laureata in Antropologia Culturale e oggi libera professionista) e Mara Pieracci (commercialista e counselor professionista) sono state affiancate da madrine e padrini d’eccezione che hanno creduto nel programma e supportato le idee elaborate. Leggi tutto >

Dopo il successo delle passate edizioni, il ciclo di convegni BenEssere Organizzativo inaugura il tour 2014 partendo da Milano. Alla presenza di oltre 250 partecipanti si è tenuto ieri, 26 giugno, il convegno dedicato al tema del benessere delle persone in azienda.  Prossimi appuntamenti saranno a Bologna (25 settembre) e a Roma (13 novembre).

Dare alle persone la libertà di lavorare in modo più efficace ed efficiente, permettendo di comunicare indipendentemente dalla propria ubicazione o dal mezzo utilizzato, costringe le organizzazioni a essere sempre più flessibili. Come far sì che accada? Quale può essere il supporto delle istituzioni? Quali modelli di leadership devono imporsi affinché nessuno rimanga escluso dai percorsi di carriera? Una certezza: le aziende diventeranno ‘smart’ se sapranno aprirsi al dialogo con una pluralità di attori. Leggi tutto >

InfoJobs.it, realtà italiana ed europea nel settore del recruiting online, rende noti i risultati del sondaggio Lavorare in open space realizzato tra i propri utenti per capire come gli italiani affrontano la vita d’ufficio.

L’organizzazione del lavoro attuale impone sempre più la condivisione degli spazi in ufficio, ma la decisione è bene che sia presa tenendo conto di tutti gli aspetti che quotidianamente coinvolgono l’ambiente lavorativo. Leggi tutto >

In Italia le aziende sono interessate ai temi legati al welfare e al work life balance, ma –all’atto pratico− sono ancora poche quelle virtuose. Quali le cause? Mancanza di budget e scarsa cultura aziendale: lo rivela una survey condotta da Sodexo sul periodo settembre-dicembre 2012.

Su un campione di 7000 aziende, la ricerca ha fotografato la rispondenza delle aziende italiane rispetto a politiche di welfare in tre aree di servizio: salute e benessere, mobilità, incentivazione.
Sul tema ‘salute e benessere’ solo l’8,9% ha mostrato interesse, rivelando di offrire servizi legati al benessere dei dipendenti (25% di grandi aziende, 1% di imprese medio-piccole). Di questi per la maggior parte si tratta di polizze assicurative obbligatorie e, in rari casi di grandi aziende, campagne alla tutela della salute.
Tra le motivazioni per cui le organizzazioni non investono in servizi di benessere dei lavoratori troviamo: assenza di budget per il 40% di piccole imprese e per il 30% di grandi aziende, oltre il 45% di piccole e un 35% di grandi imprese dichiara un ‘non bisogno’, e infine il 10% non riconosce il tema benessere come un asset strategico.
In ambito mobilità, risponde al tema il 7,9%: solo il 25% di aziende mediopiccole e il 20% delle grandi eroga servizi legati agli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti. Per lo più si tratta della navetta aziendale e di benefit per la mobilità Pass Mobility messo a punto da ATM e Sodexo. Le motivazioni? Per il 40% di piccole aziende non è avvertito come un bisogno, mentre per il 23% è ‘colpa’ della mancanza di budget.
L’incentivazione invece è l’area più di interesse, soprattutto per la forza vendita in termini di performance e sviluppo del business. Le risposte hanno raggiunto il 79%: il 44% di piccole e il 20% di grandi imprese praticano politiche di incentivazione e regalistica; e ancora elevato il tradizionale buono carburante per il 56% di piccole e l’80% di grandi imprese.
Dal quadro emerge, al di là delle poche aziende virtuose e innovative in ambito Hr, una scarsa predisposizione delle organizzazioni a erogare servizi rivolti alla salute e al benessere delle proprie persone. La mancanza di sensibilità alle tematiche è dovuta a carenza effettiva di budget, ma anche di conoscenza dei effetti positivi sulla motivazione dei lavoratori.
Mai come ora fare cultura sul corporate welfare è davvero impellente: il benessere organizzativo può rappresentare un asset vincente nell’incremento di produttività e performance, in linea con politiche di ottimizzazione del rapporto investimenti/ risultati aziendali. Leggi tutto >

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