La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Tag: benessere

Il benessere all’interno di un’azienda dipende da diversi fattori, tra i quali la felicità dei dipendenti. Per quanto sia difficile misurare in termini di produttività i risultati del benessere, molti studi dimostrano che un dipendente felice si assenti meno e sia più disponibile e ingaggiato nei confronti dell’azienda.

Proprio di benessere —del dipendente e dell’organizzazione in generale— si è parlato l’11 e 12 giugno 2019 all’evento Wellfeel promosso dalla casa editrice ESTE presso il Palazzo delle Stelline a Milano. Una due giorni ricca di spunti e dibattiti, dove sono emerse molte idee e altrettanti metodi per applicare il welfare e renderlo parte integrante della vita aziendale. Leggi tutto >

Aziende e dipendenti hanno obiettivi differenti, ma le esigenze dell’uno e dell’altro possono essere soddisfatte grazie alla salute del dipendente. Per poter creare benessere nei propri lavoratori però, non sono sufficienti benefit e premi di risultato, è necessario che il luogo di lavoro stesso sia orientato alla cura.

Dai complementi d’arredo alla mensa – se presente – tutto deve ruotare attorno alla salute delle risorse: sedie ergonomiche, corretta alimentazione, spazi per favorire le relazioni. Leggi tutto >

Molte imprese l’hanno ormai capito: un’azienda è sana se il dipendente è felice e in salute. Ma come può una risorsa lavorare per star bene e che ruolo gioca l’azienda in questo percorso?

Marco Mordente, Speaker Ispirazionale, Business Coach e Corporate Trainer, ex capitano della Nazionale italiana di basket, ha partecipato all’evento Wellfeel promosso dalla casa editrice ESTE e, nel suo intervento, ha paragonato la vita dell’atleta a quella del dipendente, sottolineando l’importanza di allenarsi all’eccellenza per dare il massimo. Leggi tutto >

wellfeel 2019

Le imprese del secolo scorso hanno incentrato la loro attività sul modello taylorista dove i dipendenti dovevano obbedire ciecamente al proprio capo, senza poter fermarsi a pensare al perché fare un’azione piuttosto che un’altra.

Già da diversi decenni però si è passati da un modello verticale a uno orizzontale, dove non solo il lavoratore è libero di pensare, ma deve pensare. Questo, come sottolinea Stefano Zamagni Docente di Economia Politica presso Università degli Studi di Bologna, è necessario in quanto “non si può pensare che poche persone, per quanto intelligenti esse siano, possano pensare per tutti”. Leggi tutto >

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