La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Tag: change management

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Intervista a Federico Butera

Dagli anni in Olivetti al superamento dell’impostazione taylorista del lavoro, la missione degli studi organizzativi acquista un potente significato nella ricostruzione dell’attività di ricerca dello studioso.

Le riflessioni prendono spunto dalla tavola rotonda “Searching the future without forgetting the rootsche si è tenuta al Workshop di Organizzazione Aziendale (WOA) dell’Associazione Italiana Organizzazione Aziendale (ASSIOA), svoltasi a febbraio 2019 a Palermo. Leggi tutto >

Tra i tanti temi possibili per ricordare Sergio Marchionne e il suo impatto sulla cultura e la pratica del management vorrei toccare un solo argomento che mi è capitato qualche anno fa di trattare: il turnaround di Fiat nella fase iniziale (2004-2006) che ha definito un paradigma di riferimento per il change management.

Se il turnaround è “una trasformazione veloce e intensa in risposta a una crisi che minaccia la sopravvivenza stessa di un’impresa, ponendo le basi per il suo rilancio”, è difficile trovare esempi migliori, più chiari e netti, di quanto avvenuto alla Fiat in quel periodo. Leggi tutto >

flessibilizzarsi

Oggi più che mai occorre flessibilizzarsi. Non eravamo abituati ad avere al tavolo un interlocutore fastidioso che non si accontentava di negozia­re qualcosa per ritenersi soddisfatto e continuare a servire. Il fatto è che, pur rendendoci conto che i tempi sono cambiati, ci si osti­nava ancora nella vecchia abitudine di considerare – e utilizzare – la tec­nologia come un mezzo, utile e, ta­lora, persino indispensabile, ma pur sempre uno strumento da maneg­giare con attenzione, avendo cura di seguirne gli sviluppi e preoccu­pati della sua crescente pervasività. Leggi tutto >

Grazie all’uso delle tecnologie sociali (Chui et al., 2012), i nativi digitali e i migranti digitali (Bennett, Maton, Kervin, 2008; Marzo e Braccini, 2016; Prensky, 2001) stanno sviluppando numerose nuove competenze che possono essere sfruttate anche nel lavoro. L’insieme di queste competenze costituisce la digital fluency (Briggs, Makice, 2011), definita come “l’abilità di raggiungere i risultati desiderati mediante l’utilizzo della tecnologia”, una meta-competenza che va ben oltre la semplice conoscenza di alcuni programmi e applicazioni (digital literacy). Coloro che sono digitally fluent hanno la capacità di manipolare digitalmente informazioni, sviluppare idee e utilizzare la tecnologia per raggiungere obiettivi strategici (Hsi, 2007). Leggi tutto >

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