La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

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Giovedì 26 giugno 2014 al convegno BenEssere Organizzativo, Rosanna Gallo, amministratrice unica di Eu-tròpia, ha raccontato la sua idea di benessere delle persone e delle organizzazioni.

“Oggi osserviamo esempi di insostenibilità nelle organizzazioni: orari di lavoro dilatati, carichi triplicati, difficile gestione delle diversità (di genere, età, background culturali, ecc), sindromi da lavoro come stress, depressione, rabbia e rassegnazione, difficoltà del sonno, disturbi alimentari e psicologici, incidenti sul lavoro e senso di solitudine con altissimi costi sociali. Assistiamo alla ricerca della sopravvivenza anziché della vitalità organizzativa. Si sprecano energie e denaro per difendersi, per curarsi, per assenteismo e ricorso a farmaci e terapie. Sappiamo che il benessere organizzativo è correlato alla redditività, infatti se le persone si sentono coinvolte e partecipative al lavoro, l’organizzazione registra aumenti di produttività e redditività.
Oggi le organizzazioni dimostrano apertura e interesse al tema del benessere, del welfare e della sostenibilità, perché hanno verificato i vantaggi economici e di performance che ne derivano. Assodato il binomio ‘benessere e performance’, molte aziende promuovono iniziative sulla salute fisica: alimentazione sana e movimento, prevenzione dei tumori e delle malattie cardiache, oppure si occupano di tecniche di rilassamento o di soluzioni salva-tempo, ma pochissime organizzazioni si occupano del benessere psicologico e della prevenzione del malessere nei luoghi di lavoro. Eppure l’energia e l’efficacia delle persone dipendono prevalentemente da fattori legati alle relazioni personali, di team e organizzative, e fra ruoli dentro e fuori dalle organizzazioni. È necessaria, quindi, la promozione del benessere nei luoghi di lavoro con politiche di work-life balance, sviluppo del senso del noi e della community, alfabetizzazione emotiva, pensiero positivo, gioco di squadra, formazione al cambiamento evolutivo e promozione delle diversity.” Leggi tutto >

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Seconda parte del resoconto  della tavola rotonda di Sviluppo&Organizzazione Diversity management, il valore delle differenze per le organizzazioni, moderata da Chiara Lupi, Direttore Editoriale di ESTE.

A cura di
Daniela Rimicci

I partecipanti

  • Raffaella Bossi Fornarini, Adjunct Professor Multicultural Management, MIP – Politecnico di Milano
  • Federica Di Sansebastiano, Diversity Leader Italy, IBM Italia
  • Flaminia Fazi, Presidente, U2 Coach
  • Paola Iemmallo, Human Resources Director, Hotel Principe di Savoia
  • Massimiliano Maini, Vice President Human Resources Director, Frette
  • Monica Poggio, Direttore Risorse Umane, Bayer
  • Donatella Rettura, Process Designer e Membro Commissione Pari Opportunità, SIA
  • Rossella Riccò, Senior Consultant Area Studi e Ricerche, OD&M
  • Chiara Lupi, Direttore Editoriale di ESTE

Diversity da fotografare ed esaltare

Per Raffaella Bossi Fornarini questo è un tema di grande interesse, e sottolinea come il vero fine della gestione multiculturale sia la capacità di sfruttare le differenze, non di ridurle. Per questo al MIP si occupa spesso della integrazione e valorizzazione culturale in progetti di M&A: “In questi casi lo strumento che utilizziamo è la due diligence interculturale. Nato per acquisizioni e fusioni internazionali, questo tool è ora diventato di uso comune anche per creare sinergie fra aree diverse della stessa organizzazione oppure per accelerare l’ingresso di persone in azienda. Lavoriamo anche molto sul project management interculturale con strumenti che mappano una serie di caratteristiche individuali, che chiamiamo ‘agilità interculturale’. Questa mappa permette al singolo di conoscere i suoi punti di forza ma anche le competenze da rafforzare.” Le domande sono: ‘Rispetto a queste diversità cosa/ chi deve cambiare o dobbiamo veramente cambiare?’. La Bossi Fornarini ci spiega: “In molte ricerche si sostiene che il raggiungimento di risultati sopra la media si raggiunga in team nei quali convivono le diversità. La chiave non è più ‘come curo la diversità’: le aziende devono saper fotografare la propria organizzazione ed esaltarne tutti gli elementi che ne fanno parte. Perché essere ‘diversi’ porta più innovazione e più idee e capacità di risolvere i problemi.” Leggi tutto >

Quali sono le implicazioni organizzative dei temi del diversity? Come si inseriscono persone provenienti da Paesi culturalmente diversi o da culture aziendali diverse? E ancora, come convivono le diverse generazioni e le diversità di genere all’interno delle organizzazioni? Questi gli interrogativi a cui si è cercato di dare risposta con il contributo di ospiti che hanno condiviso le proprie esperienze durante la tavola rotonda di Sviluppo&Organizzazione Diversity management, il valore delle differenze per le organizzazioni, moderata da Chiara Lupi, Direttore Editoriale di ESTE. Non ci sono ricette preconfezionate, né si possono codificare: la strada giusta è continuare a parlarne e condividere per favorire nuove idee. Leggi tutto >

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