La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Tag: corporate social responsibility

di Luciano Padrone, Country Manager Italia di Lamb Weston Mejier

 

Lo sviluppo sostenibile, come forma di sviluppo economico compatibile con la salvaguardia dell’ambiente, è sempre più un argomento di grande attualità. L’uso di una risorsa naturale è infatti sostenibile quando il prelievo della stessa non supera la sua capacità di rigenerazione, e dunque il concetto di sostenibilità è strettamente legato al concetto di limite di uso delle risorse naturali.
L’argomento è particolarmente sentito dai giovani. Da uno studio condotto da Astra Ricerche per Comieco – Consorzio Nazionale per la raccolta e il riciclo degli imballaggi – è infatti emerso che i giovani italiani, tra i 16 e i 19 anni, si preoccupano per l’ambiente e sono pronti ad adottare comportamenti più sostenibili per tutelarlo; l’81% degli intervistati si dice preoccupato per l’ambiente riferendosi alla situazione dell’intero pianeta.
Di sostenibilità ambientale si sta parlando molto anche grazie a Expo 2015, il cui tema è Nutrire il pianeta, energia per la vita, che pone l’accento su come trovare un equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse. Una dimostrazione di come sia difficile gestire il consumo responsabile la sta già dando il padiglione della Svizzera a Expo: a fronte di un numero limitato di generi alimentari a disposizione dei visitatori (come simbolo delle risorse limitate del pianeta) dopo nemmeno un mese di manifestazione è già stato dimostrato che queste non basteranno per tutti. Il messaggio che emerge è chiaro: se si utilizzano o sprecano risorse in quantità elevata si mette in difficoltà chi verrà dopo di noi.
Non solo quindi i singoli, ma anche le aziende, devono diventare consapevoli del fatto che le risorse del pianeta sono limitate ed è necessario creare valore condiviso.
Negli ultimi dieci anni le aziende si sono dimostrate sempre più attente alle tematiche della responsabilità sociale d’impresa e della sostenibilità. Quelle più innovative hanno capito che seguire pratiche eco-sostenibili non significa solo essere responsabili nei confronti dell’ambiente, ma si traduce in un aumento dei profitti e in un miglioramento del business.
In particolare, dal 2008, Lamb Weston-Meijer, azienda specializzata nella lavorazione delle patate, ha dato il via al proprio programma di sostenibilità con una roadmap al 2020, i cui obiettivi sono di ridurre del 50% il consumo di acqua per tonnellata di prodotto finito, del 30% il consumo di energia e aumentare del 10% l’utilizzo di patate, minimizzando i prodotti secondari e il flusso degli scarti.
L’approccio alla sostenibilità dell’azienda si concentra su sei aree specifiche che sono strettamente collegate alle attività principali, ossia: acqua, energia ed emissioni, patate e scarti, dipendenti, sicurezza e qualità alimentare, nutrizione e salute.
Lamb Weston-Meijer ha compiuto progressi concreti verso la realizzazione degli obiettivi di sostenibilità al 2020. Ad esempio, rispetto allo stato iniziale del 2008, ogni anno si risparmia l’acqua di 114 piscine olimpioniche e l’energia utilizzata da 11.000 abitazioni olandesi, inoltre si consumano 51.600 tonnellate di patate in meno per realizzare lo stesso prodotto finito, con un notevole aumento della resa nell’utilizzo delle patate.
Sono stati anche ridotti a zero i rifiuti da discarica. Attualmente il 99,7% dei prodotti secondari e dei flussi di scarico, pari a 300.000 tonnellate di materiali prevalentemente a base di patate, trova un impiego utile. Per friggere vengono utilizzati oli più sani, meno sale e sono state introdotte alcune innovazioni che contribuiscono a realizzare un prodotto in grado di soddisfare le attuali tendenze alimentari a livello internazionale.
Rispetto agli obiettivi iniziali del 2008, si è registrata quindi una riduzione annua del 7% (o 285 milioni di litri) del consumo diretto di acqua, una riduzione annua del 21% del consumo diretto di energia e un aumento annuo del 4,3% della resa nell’utilizzo di patate. Questi risultati dimostrano chiaramente che l’azienda è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità al 2020.
Affinché il nostro settore sia veramente sostenibile, dobbiamo concentrarci sulla filiera complessiva. Per questo operiamo sempre creando valore condiviso. Per fare in modo che, a lungo termine, la nostra azienda si distingua sotto il profilo della sostenibilità, dobbiamo collaborare con vari soggetti secondo diverse modalità. Crediamo che la sostenibilità sia un imperativo aziendale e una parte essenziale della modalità con cui svolgiamo l’attività. Riteniamo che sia nostra responsabilità ricoprire un ruolo attivo e di riferimento per lo sviluppo sostenibile nel settore industriale in cui operiamo. Leggi tutto >

Mai come oggi il tema del welfare aziendale ha scatenato un così vivo interesse da parte di tutti, pubblico e privato. Sempre più sono le aziende che decidono di mettere in atto iniziative di work life balance e programmi dedicati ai flexible benefit; e sempre maggiore è il coinvolgimento della politica, come si può osservare da alcune intuizioni riscontrabili nel Disegno di Legge sulla Riforma del mercato del lavoro.
Il 22 gennaio ci siamo ritrovati, per la prima volta a Roma, per discutere di questi temi insieme ad alcuni rappresentanti di istituzioni e aziende. Leggi tutto >

Martedì 4 novembre 2014 al convegno Welfare aziendale: ottimizzare il costo del lavoro migliorando il clima aziendale è intervenuto Mauro Gatti, ordinario di organizzazione aziendale e gestione delle risorse umane dell’Università di Roma Sapienza, per approfondire il tema dal punto di vista della CSR – Corporate Social Responsibility.

“Le misure di welfare aziendale producono esternalità positive in quanto recano vantaggi non solo ai dipendenti ma anche alle loro famiglie e, più in generale, al territorio. In quest’ottica, il welfare aziendale viene visto come strumento di attuazione della responsabilità sociale d’impresa. Tuttavia, la volontà di praticare comportamenti socialmente responsabili non costituisce l’unico movente per l’attuazione di politiche di welfare aziendale. Queste si configurano, infatti, anche come meccanismi di incentivazione del lavoratore verso il raggiungimento di più elevate performance, facendo leva su diversi fattori che direttamente o indirettamente incidono sulle modalità di erogazione della prestazione lavorativa, sullo sviluppo del capitale umano e sul clima organizzativo. Le imprese, nel prestare ai dipendenti servizi in passato erogati dallo Stato, si qualificano come soggetti sempre più centrali nell’attuale sistema di welfare e questo ruolo è destinato ad aumentare quanto più le imprese dimostreranno di poterlo svolgere con efficacia, incrementando così la propria legittimazione presso le comunità e le società in cui operano. Il vantaggio per l’impresa, in termini di immagine, reputazione e fiducia appare dunque consistente, soprattutto in quei Paesi, come il nostro, in cui lo Stato va progressivamente riducendo il proprio impegno nelle politiche sociali.” Leggi tutto >

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