La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

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“Le fabbriche di guanti, general­mente, sono state aziende a gestione familiare. Di padre in figlio. Aziende molto tradizionali. Per la maggior parte degli industriali, un prodotto è un prodotto. Chi lo produce non sa nulla del prodotto. L’industria guan­taria non è così. Questa industria ha una lunga, lunghissima storia… Ci vogliono passione e tradizione per spingere qualcuno a rimanere in un settore industriale come questo”. Leggi tutto >

L’accordo interconfederale del 9 marzo 2018 tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil si conclude definendo un’opportunità condivisala valorizzazione di forme di partecipazione nei processi di definizione degli indirizzi strategici dell’impresa”. Mi preme sottolineare la portata ‘rivoluzionaria’ di questo enunciato, che apre a una concezione estesa della partecipazione.

L’accordo punta in direzione di un sistema di relazioni industriali più efficace e partecipativo, considerandolo necessario soprattutto per rispondere alle esigenze dei settori emergenti dell’economia. In particolare, per qualificare e realizzare i processi di trasformazione e di digitalizzazione nella Manifattura e nei servizi innovativi, tecnologici e di supporto all’industria. Leggi tutto >

Giovedì 22 gennaio 2015 al convegno Welfare aziendale: ottimizzare il costo del lavoro migliorando il clima aziendale è intervenuto Gianfranco Rebora, direttore di Sviluppo&Organizzazione e professore ordinario di organizzazione aziendale – Università Carlo Cattaneo – LIUC di Castellanza.

“Le aziende sono luoghi di impulso per la sperimentazione e l’innovazione”, con questa premessa si apre il convegno romano sul welfare aziendale. I progetti di sviluppo dei servizi ai lavoratori – dalle iniziative di work life balance al ripensamento degli spazi e dei tempi di lavoro (smart working), dalla gestione della diversità e dei rapporti inter-generazionali fino ai piani di flexible benefit – si possono leggere alla luce dell’innovazione e del cambiamento organizzativo. Al di là della speculazione teorica, per ottenere risultati concreti in ciascuna di queste aree, si pone il problema di una visione integrata, sistemica e orientata al cambiamento. Serve la consapevolezza di operare in un terreno di frontiera, dove occorre affrontare rischi e superare ostacoli non indifferenti.
Per Gianfranco Rebora il welfare organizzativo configura un terreno importante di incontro tra progetti a livello di aziende e organizzazioni e più ampie politiche di sistema. Il ruolo dell’intervento pubblico – e quindi quello delle politiche economiche e sociali, concertate anche con gli attori che rappresentano interessi – può essere quello di promuovere e facilitare nuove soluzioni, rimuovendo vincoli e aprendo spazi per le iniziative e le scelte autonome dei soggetti che operano nelle diverse organizzazioni. Il risultato, non è infatti raggiungibile attraverso politiche uniformi e generalizzate, ma richiede un approccio flessibile, che adotti una molteplicità di strumenti ben mirati rispetto a situazioni, contesti, esigenze tra loro molto differenti. Le aree di intervento coinvolte sono numerose. L’ipotesi è che possa realizzarsi un circolo virtuoso in un rapporto di reciproca influenza tra i diversi livelli di intervento.
Le strategie aziendali sono quindi chiamate a sviluppare le potenzialità insite nelle politiche generali attraverso una capacità progettuale (di elaborazione, gestione e miglioramento continuo) che porti a soddisfare, in modo combinato e coerente, le esigenze dei diversi soggetti interessati. Si tratta di un compito molto più creativo e impegnativo di quanto non sia la semplice realizzazione operativa di un modello astratto che qualcuno ha concepito a un diverso livello. Leggi tutto >

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