La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

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Negli anni scorsi, in Italia, nella pratica aziendale si è mol­to diffusa la parola “coinvolgimento, intesa come termi­ne neutrale per indicare che i lavoratori venivano associa­ti ad attività di tipo tecnico e gestionale che nel passato erano riservate ai capi. La parola “partecipazione” invece si è diffusa in misura minore, perché nel contesto italiano viene considerata molto sensibile in quanto carica di si­gnificati ideologici e usata di solito per indicare una inter­ferenza sindacale nella gestione aziendale. Leggi tutto >

La partecipazione dei dipendenti è un fattore importante che influisce sul benessere dei lavoratori, oltre a migliorare le opportunità di auto-sviluppo e la soddisfazione per la propria attività lavorativa. È quan­to ritiene EurWork, l’Osservatorio europeo della vita lavorativa, se­condo il quale nel contesto di svi­luppo sociale ed economico in cui si trova l’Europa e considerando il complesso quadro di competitivi­tà globale affrontato dalle aziende europee, il coinvolgimento dei di­pendenti diventa un fattore di effi­cienza e successo delle imprese. Leggi tutto >

L’accordo interconfederale del 9 marzo 2018 tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil si conclude definendo un’opportunità condivisala valorizzazione di forme di partecipazione nei processi di definizione degli indirizzi strategici dell’impresa”. Mi preme sottolineare la portata ‘rivoluzionaria’ di questo enunciato, che apre a una concezione estesa della partecipazione.

L’accordo punta in direzione di un sistema di relazioni industriali più efficace e partecipativo, considerandolo necessario soprattutto per rispondere alle esigenze dei settori emergenti dell’economia. In particolare, per qualificare e realizzare i processi di trasformazione e di digitalizzazione nella Manifattura e nei servizi innovativi, tecnologici e di supporto all’industria. Leggi tutto >

Autonomia, innovazione, partecipazione. La pre-intesa tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil su un rinnovato modello contrattuale s’impernia, come ha evidenziato Giampiero Falasca su Il Sole 24Ore, su queste tre parole chiave, sostantivi e non aggettivi.

Autonomia riconosciuta a ogni categoria di adottare ogni necessaria variante allo schema, finora eccessivamente rigido, del Ccnl: il contratto collettivo funzionerà come una grande cornice entro la quale si iscriveranno i contratti di categoria assumendone le linee guida, i Trattamenti economici minimi (Tem) e il Trattamento economico complessivo (Tec) che comprende anche gli ulteriori istituti economici che il contratto riconoscerà a tutti i lavoratori del settore. Autonomia è perciò la facoltà lasciata alle singole categorie di scegliere il peso e lo spazio da attribuire al primo e al secondo livello contrattuale, ma è anche il valore differenziale che s’intende attribuire al livello aziendale. Leggi tutto >

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