La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Tag: pubblica amministrazione

Il dibattito attuale sul cambiamento necessario nella Pubblica amministrazione per rinnovare il senso del valore aggiunto pubblico e per massimizzarlo mette in luce un panorama variegato e diverso di concettualizzazioni e di esperienze pratiche.

Sono teorie ed esperienze dove il concetto di trasformazione viene declinato in una gamma di strategie e di pratiche, volte alla valorizzazione e alla partecipazione delle persone interne e a farle agire in interdipendenza con le reti dei cittadini e le organizzazioni di stakeholder. Leggi tutto >

L’interrogativo retorico che intitola la raccolta di scritti curata da Carlo Dell’Aringa e Giuseppe Della Rocca (Lavoro pubblico fuori dal tunnel?) non può avere naturalmente risposta positiva. Il volume comprende i contributi di numerosi esperti e studiosi impegnati in molti casi anche nei progetti di riforme amministrative passati e in corso. L’opera è utilmente articolata in tre parti, rispettivamente dedicate a: contrattazione e retribuzioni nel pubblico impiego; efficienza ed efficacia nella Pubblica amministrazione; organizzazione, dirigenza e partecipazione dei lavoratori pubblici.

I diversi saggi toccano questi argomenti generali e trasversali, ma anche compiono approfondimenti riferiti a specifici settori, come scuola, sanità, agenzie fiscali, università, ecc. Si tratta quindi di un’importante riflessione che, per i temi trattati e i tempi di realizzazione, non può fare a meno di confrontarsi con l’ultima generazione di riforme della Pa, quella avviata con i provvedimenti del Governo Renzi e della Ministra Madia, attraverso il decreto 90/2014, la legge delega 124/2015 e i successivi decreti di attuazione.

Luci e ombre del processo in atto

Individuando luci e ombre dei processi in atto, i diversi autori concorrono a produrre un’evidenza difficilmente discutibile: i tentativi di riforma degli ultimi 25 anni seguono un percorso di continuità, avanzano a volte – e altre arretrano – ma sempre sul medesimo sentiero. I problemi additati all’attenzione sono sempre gli stessi; ma il déjà vu connota anche gran parte delle soluzioni che vengono prospettate. In questo, la pretesa dei riformatori del periodo 2014-17 di avviare una svolta, se non una vera e propria ‘rivoluzione’, come si è arrivati ad affermare all’inizio, sembra trovare una precisa smentita.

Ma consideriamo separatamente i diversi ambiti. Per quanto riguarda la contrattazione, l’esperienza sul campo ha mantenuto solo in parte le promesse (Sergio Gasparrini e Pierluigi Mastrogiuseppe), non è stata quel fattore di innovazione come ci si aspettava negli Anni 90; ci si è scontrati anche con la crisi, ma le politiche adottate non si sono allineate alle migliori esperienze europee (Lorenzo Bordogna); l’obiettivo di spendere meno è stato raggiunto con un appiattimento delle retribuzioni (Paolo Sestito); alla fine Dell’Aringa deve concludere che per il futuro “sarà difficile rimanere in mezzo al guado come è successo finora, con una contrattazione aziendale che è stata solo strumento per aumentare le componenti fisse della retribuzione e nell’ambito della quale i dirigenti hanno distribuito le risorse disponibili in modo indifferenziato, senza sufficiente attenzione al merito e ai risultati”.

In relazione agli obiettivi di efficienza ed efficacia, diversi contributi ritornano sulla problematiche di misurazione, producendo dati e analisi sicuro interesse e documentano progressi importanti compiuti per esempio nel sistema sanitario (Renato Botti e Flavia Carle), nell’università e ricerca (Alessio Ancaiani, Daniele Checchi e altri), nella scuola per quanto riguarda l’apprendimento degli alunni (Anna Maria Ajello e Roberto Ricci). In questa sezione ci si confronta naturalmente con il tema della valutazione del personale, analizzando criticamente la questione della valutazione individuale (Girolamo Pastorello) e il rapporto tra forme di valutazione esterna e interna agli enti (Mastrogiuseppe).

La gestione dei lavoratori nella Pa Leggi tutto >

La vera novità contenuta nel decreto attuativo della riforma della Pubblica amministrazione che contiene il giro di vite contro i furbetti del cartellino? “L’obbligo a procedere da parte del dirigente”. A spiegarlo è Francesco Rotondi, partner fondatore di LabLaw. Secondo il documento approvato nella notte tra mercoledì 20 e giovedì 21 gennaio 2016 dal Consiglio dei Ministri, infatti, il capostruttura – o l’Ufficio procedimenti disciplinari (Upd) – che scopre la falsa attestazione della presenza in servizio del dipendente e non procede nell’avvio della procedura disciplinare entro 48 ore rischia a sua volta il licenziamento (fino a oggi il dirigente che non interveniva dopo aver valutato il caso rischiava al massimo una sospensione fino a tre mesi). Peccato, tuttavia, che non sia stato risolto il vero nodo della questione, ovvero “l’onere al risarcimento da parte del dirigente che avvia l’iter contro il dipendente nel caso in cui il giudice sentenzi il reintegro”. Leggi tutto >

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