La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Il Welfare aziendale non rende felici, ma aiuta le persone a vivere meglio

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Un’azienda al servizio delle persone, che realizza prodotti e servizi per migliorare il benessere degli individui e dei dipendenti delle organizzazioni, rendendo loro la vita più semplice. Più che una mission, per Day, è la quotidianità.

Siamo di fronte a un’azienda che si rifà a una cooperativa presente in 18 Paesi e in quattro Continenti: nella sala relax della sede di Bologna un ampio pannello a parete illustra la vision dell’organizzazione, nata dalla sintesi tra Up Group, gruppo indipendente fondato nel 1964 e oggi leader mondiale nei servizi che semplificano la vita alle imprese (10 miliardi di euro di fatturato annuo con circa 300mila aziende clienti), e Day Ristoservice.

Paolo Gardenghi

“Il gruppo mette da sempre al centro la persona”, esordisce Paolo Gardenghi, Responsabile dell’Area Welfare Aziendale in Day, accogliendoci negli uffici dell’azienda in un pomeriggio di sole: la luce si diffonde in tutti gli spazi grazie alle pareti a vetri che delimitano gli uffici, ribattezzati con i nomi delle varie città in cui l’organizzazione è presente (per esempio quello di Gardenghi è ‘Berlino 2010’, che ricorda l’anno di apertura della filiale in Germania).

Ci fermiamo davanti al pannello in cui si racconta –con schemi, colori e figure– business e proposizione di Day: l’azienda, infatti, ha un diverso posizionamento sul mercato rispetto al Paese di riferimento, ma sempre con l’obiettivo di aiutare le persone a conciliare lavoro, famiglia ed esigenze personali.

“Abbiamo una soluzione per tutti e per ogni momento: dalla pausa pranzo di ogni giorno al contributo per l’asilo nido”, continua il manager che dopo una lunga collaborazione con Day in veste di consulente, dal 2017 è stato incaricato di gestire la divisione welfare del gruppo.

Un’azienda che oltre ad avere la vocazione di “lavorare al servizio delle persone” pone attenzione alla diversity: a livello globale ben il 70% degli addetti dell’organizzazione è donna (la Presidente è Catherine Coupet) e così come due dirigenti sui tre totali in Italia (nel nostro Paese il Direttore Generale è Mariacristina Bertolini).

Dai buoni pasto al welfare aziendale

Il passaggio dal business tradizionale di Day al mercato del welfare aziendale è stato naturale. L’azienda da sempre aiuta le imprese a trasformare le molte opportunità che le organizzazioni hanno per offrire di più al proprio personale senza incidere sui costi trasformandole in occasioni per motivare chi lavora, premiando i risultati e fidelizzando le risorse umane.

Così è stato varato il piano di welfare aziendale interno che, come spesso accade, ha fatto da volano per la successiva proposizione sul mercato (sono di prossima apertura una palestra aziendale e nuovi spazi relax al primo piano della sede).

“Il welfare è già nella mission del gruppo, fa parte del nostro Dna e da qui il passo di proporre un servizio è stato breve”, continua Gardenghi. “Per esempio, l’azienda è schierata da sempre in prima linea per sostenere i più deboli attraverso il welfare pubblico e i programmi sociali: una scelta che caratterizza l’organizzazione–che è tra i soci dell’Associazione italiana welfare aziendale (Aiwa)– e il suo modo di fare welfare in tempi nei quali ogni tipo di servizio viene ormai considerato welfare aziendale (la critica è rivolta alla cosiddetta ‘deriva mercantilistica’ del welfare).

Day, in realtà, offriva già molte opportunità alle proprie persone ben prima di progettare un piano di welfare: per esempio i servizi di acquisto di frutta e verdura coltivate da aziende locali, ma pure una biblioteca interna gestita da una cooperativa (esterna) che periodicamente rinnova il catalogo dei volumi che sono ‘sparsi’ nei vari spazi sugli scaffali costruiti con carta riciclata.

“Secondo la letteratura, il buono pasto è welfare aziendale, perché non contribuisce a incrementare il reddito  del lavoratore ed è defiscalizzato per il datore di lavoro”, spiega il manager. “Naturale, quindi, che sul tema fossimo già preparati e presenti su numerosi clienti: molti hanno infatti iniziato a valutare come ampliare il servizio partendo da questo”.

Un bacino, quello di Day, ricco di aziende: sono circa 16mila quelle servite, per un totale di 500mila utenti che ogni giorno ne utilizzano i servizi attraverso Day Buoni Pasto (utilizzabili in oltre 110milalocali) e Day Tronic (l’evoluzione del buono pasto dallacard all’App).

L’intervista completa è stata pubblicata sul numero di Maggio 2018 di Persone&Conoscenze.
Per informazioni sull’acquisto di copie e abbonamenti scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)

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