La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Tag: Francesco Varanini

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Le evoluzioni nel mondo del lavoro legate alle novità tecnologiche, contrattuali, spazio-temporali e personali fanno sì che le organizzazioni si trasformino da aziende fisiche a reti di connessioni i cui confini sono sempre meno netti. Si afferma così una nuova concezione del lavoro che supera i classici riferimenti spazio-temporali.

L’attività professionale non è più vincolata a luoghi e a orari, mentre viene introdotta una nuova idea di flessibilità legata alla riconfigurazione delle modalità lavorative. Cambia quindi il ruolo del ‘dipendente’ e allo stesso tempo si modifica il patto di fiducia con l’impresa. La sfida dei nostri tempi è conoscere la quarta rivoluzione industriale e abitare in modo consapevole la nostra nuova ‘casa’. Leggi tutto >

 

Se la vita è un viaggio, il libro sarà l’indispensabile bagaglio…

Ne discuteremo con Gianfranco Dioguardi, professore ordinario di Economia e Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari e Presidente Fondazione Dioguardi, Francesco Varanini, direttore di Persone&Conoscenze, Chiara Lupi, direttore editoriale di Este e alcuni autori della collana libri ESTE il prossimo 14 luglio alle ore 14.30 in un incontro in streaming.
Nel corso del webinar Il libro come fonte di energia i partecipanti avranno l’occasione per dibattere con alcuni autori dell’importanza del pubblicare, scrivere e leggere libri.
Organizzato da ESTE, il webinar dedicato al mondo del libro è parte di ampie iniziative editoriali tra cui una scontistica riservata per il mese di luglio del 30% sui LIBRIESTE. Leggi tutto >

di Francesco Varanini

Il bello sembra avere spazio nel mondo dell’impresa solo se riferito al design dei prodotti, o in rari casi all’architettura dei luoghi.
Lo star bene, alla luce del taylorismo e del fordismo, è ridotto a ergonomia, studio delle posizioni del corpo più consone alla produttività. L’idea di bene comune è subordinata al primato del profitto. La complessiva idea del bene appare solo nel concetto di benessere, welfare.
Possiamo pensare a buon prodotto o buon processo. Ma l’utilitarismo, l’orientamento alla soddisfazione dei bisogni, ci appaiono in contrasto con la bontà. Eppure non si può pensare all’agire e al produrre, al lavorare senza tener conto del bello, del bene e del buono. Che –come ci mostra il latino– risalgono a una stessa, basilare idea. Bello: ‘carino’, diminutivo di buono. Bene: ‘in modo buono’. Buono: secondo l’etimo: ‘fornito di doni o virtù’.
Guardiamo ora all’inglese. Dalla stessa radice wel- wol-, il latino volgare volere, e in inglese will ‘to wish, desire, want’, e well, ‘in a satisfactory manner’. Di qui l’antico inglese wel faran. Faran: ‘progredire’, ‘andare avanti’, ‘viaggiare’. Ne resta traccia in wayfarer, ‘viandante’, seafarer, ‘marinaio’. E in fare: il verbo per ‘viaggiare’, e ‘vitto del viaggiatore’, ‘payment for passage’.Un’idea di spedizione, compagni di viaggio, bagaglio, provvista di cibo. Wel faran, welfare è dunque in origine il ‘buon viaggio’. Leggi tutto >

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