La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Autore: Francesco Donato Perillo

Chiamiamolo “lavoratore nomade”, perché smart worker è un’etichetta alla moda che non gli conferisce valore umano, un termine che lo connette più alle macchine informatizzate e intelligenti che non ai colleghi di lavoro e all’organizzazione.

“Non importa dove sei, ma quello che fai” potrebbe essere il suo slogan, che contiene al contempo tutte le ansie di una persona sola al lavoro e le aspettative che l’organizzazione vi ripone. Quanto al primo aspetto, può sembrare che il lavoro da remoto, abilitato dalle straordinarie potenzialità della Rete combinate con la enorme capacità di contenere dati del cloud, liberi dalle ataviche catene del badge marcatempo e apra nuovi straordinari spazi di libertà alle risorse umane. Leggi tutto >

Autonomia, innovazione, partecipazione. La pre-intesa tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil su un rinnovato modello contrattuale s’impernia, come ha evidenziato Giampiero Falasca su Il Sole 24Ore, su queste tre parole chiave, sostantivi e non aggettivi.

Autonomia riconosciuta a ogni categoria di adottare ogni necessaria variante allo schema, finora eccessivamente rigido, del Ccnl: il contratto collettivo funzionerà come una grande cornice entro la quale si iscriveranno i contratti di categoria assumendone le linee guida, i Trattamenti economici minimi (Tem) e il Trattamento economico complessivo (Tec) che comprende anche gli ulteriori istituti economici che il contratto riconoscerà a tutti i lavoratori del settore. Autonomia è perciò la facoltà lasciata alle singole categorie di scegliere il peso e lo spazio da attribuire al primo e al secondo livello contrattuale, ma è anche il valore differenziale che s’intende attribuire al livello aziendale. Leggi tutto >

risultato perillo

Il ‘risultato’. Tutto in azienda si gioca sul risultato: con ‘performance’ e ‘merito’, forse la parola più abusata nell’aziendalese di capi e di manager.

Eppure è un participio passato. Esprime qualcosa che ormai è stato già fatto, quando invece si è chiamati a lasciare alle spalle tutto ciò che è stato già compiuto per affrontare nuove sfide e obiettivi. Come un abito usurato che al cambio di stagione va dismesso, il risultato è come la felicità, insostenibile leggerezza: provi a scolpirlo in un bilancio, a megafonarlo nei comunicati aziendali, ma non appena l’hai agguantato è già passato.  Leggi tutto >

Potere, cultura, lavoro: dalle macerie della guerra Adriano Olivetti estrasse questa triade di fattori che avrebbe trasformato una modesta fabbrica di macchine da scrivere in una fabbrica di prodotti, di idee e di futuro, che un giorno sarebbe giunta a impiegare oltre 30mila persone. Davanti all’incerta soglia di uscita dalla più vasta crisi economica del nostro tempo, ci sarebbe da chiedersi se è cambiato qualcosa nel modo di fare impresa, di stare sul mercato, di organizzare il lavoro: in altri termini se sia servita la dura lezione della finanziarizzazione dell’economia e della logica con la quale solo la cassa a breve termine misura i risultati, oppure stiamo rientrando tutti nei vecchi  panni e negli schemi di sempre. Leggi tutto >

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