La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Autore: Gianfranco Rebora

Gianfranco Rebora è Professore ordinario di Organizzazione e Gestione delle risorse umane all’Università LIUC – Cattaneo di Castellanza e Direttore di Sviluppo&Organizzazione. Dirige la rivista Sviluppo&Organizzazione

Tra i tanti temi possibili per ricordare Sergio Marchionne e il suo impatto sulla cultura e la pratica del management vorrei toccare un solo argomento che mi è capitato qualche anno fa di trattare: il turnaround di Fiat nella fase iniziale (2004-2006) che ha definito un paradigma di riferimento per il change management.

Se il turnaround è “una trasformazione veloce e intensa in risposta a una crisi che minaccia la sopravvivenza stessa di un’impresa, ponendo le basi per il suo rilancio”, è difficile trovare esempi migliori, più chiari e netti, di quanto avvenuto alla Fiat in quel periodo. Leggi tutto >

Il Baratta è una lussuosa residenza per anziani localizzata nella campagna lombarda. È questo il contesto scelto dal regista Marco Tullio Giordana e dalla sceneggiatrice Cristiana Mainardi per ambientare il film Nome di donna, uscito l’8 marzo 2018 nelle sale cinematografiche italiane.

Le scene iniziali del film offrono una vivida rappresentazione dell’impostazione manageriale dell’istituto: la governance è imperniata sulla dialettica tra il Consiglio di amministrazione, che sembra comprendere esponenti ecclesiastici, notabili locali e anche qualche politico, e la figura centrale del Direttore Marco Maria Torri (interpretato da Valerio Binasco). Il Consiglio discute animatamente problematiche economiche e finanziarie, in perfetto stile aziendale; il Direttore appare in pieno controllo della situazione, un vero dominus dell’organizzazione. Lo coadiuva una figura di Responsabile del Personale, Don Roberto Ferrari (Bebo Storti), che in qualità di sacerdote appare svolgere un ruolo più ampio anche come membro del Cda espresso dalla comunità ecclesiale. Leggi tutto >

L’accordo interconfederale del 9 marzo 2018 tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil si conclude definendo un’opportunità condivisala valorizzazione di forme di partecipazione nei processi di definizione degli indirizzi strategici dell’impresa”. Mi preme sottolineare la portata ‘rivoluzionaria’ di questo enunciato, che apre a una concezione estesa della partecipazione.

L’accordo punta in direzione di un sistema di relazioni industriali più efficace e partecipativo, considerandolo necessario soprattutto per rispondere alle esigenze dei settori emergenti dell’economia. In particolare, per qualificare e realizzare i processi di trasformazione e di digitalizzazione nella Manifattura e nei servizi innovativi, tecnologici e di supporto all’industria. Leggi tutto >

universita italiana

Nel numero di Ottobre/Novembre 2017 (278) di Sviluppo&Organizzazione abbiamo pubblicato un primo commento sul libro Salvare l’università italiana. Oltre i miti e i tabù di Giliberto Capano, Marino Regini e Matteo Turri. Gli interrogativi formulati in tale occasione trovano ora risposta negli interventi di Bruno Dente, Renato Boniardi, Roberto Moscati e Francesco Varanini. 

Bruno Dente – Politecnico di Milano

Il volume di Capano, Regini e Turri è  un libro ‘da battaglia’, che però si appoggia sulle numerose ricerche che gli autori stessi hanno condotto in passato in tema di politica universitaria. Leggi tutto >

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