La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Autore: Gianfranco Rebora

AvatarGianfranco Rebora è Professore ordinario di Organizzazione e Gestione delle risorse umane all’Università LIUC – Cattaneo di Castellanza e Direttore di Sviluppo&Organizzazione. Dirige la rivista Sviluppo&Organizzazione
Azienda persone lavoro

L’impresa riformista, libro di Antonio Calabrò (Università Bocconi Editore, 2019), porta a sintesi un ampio materiale, improntato a una visione positiva dell’azienda come leva di cambiamento e di innovazione nel senso di progresso sociale, e di miglioramento non solo delle condizioni economiche, ma di incivilimento complessivo.
L’autore si riferisce naturalmente alla realtà italiana, della quale non si nasconde la criticità e il rischio di una deriva in tutt’altra direzione. Leggi tutto >

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“Le fabbriche di guanti, general­mente, sono state aziende a gestione familiare. Di padre in figlio. Aziende molto tradizionali. Per la maggior parte degli industriali, un prodotto è un prodotto. Chi lo produce non sa nulla del prodotto. L’industria guan­taria non è così. Questa industria ha una lunga, lunghissima storia… Ci vogliono passione e tradizione per spingere qualcuno a rimanere in un settore industriale come questo”. Leggi tutto >

Tra i tanti temi possibili per ricordare Sergio Marchionne e il suo impatto sulla cultura e la pratica del management vorrei toccare un solo argomento che mi è capitato qualche anno fa di trattare: il turnaround di Fiat nella fase iniziale (2004-2006) che ha definito un paradigma di riferimento per il change management.

Se il turnaround è “una trasformazione veloce e intensa in risposta a una crisi che minaccia la sopravvivenza stessa di un’impresa, ponendo le basi per il suo rilancio”, è difficile trovare esempi migliori, più chiari e netti, di quanto avvenuto alla Fiat in quel periodo. Leggi tutto >

Il Baratta è una lussuosa residenza per anziani localizzata nella campagna lombarda. È questo il contesto scelto dal regista Marco Tullio Giordana e dalla sceneggiatrice Cristiana Mainardi per ambientare il film Nome di donna, uscito l’8 marzo 2018 nelle sale cinematografiche italiane.

Le scene iniziali del film offrono una vivida rappresentazione dell’impostazione manageriale dell’istituto: la governance è imperniata sulla dialettica tra il Consiglio di amministrazione, che sembra comprendere esponenti ecclesiastici, notabili locali e anche qualche politico, e la figura centrale del Direttore Marco Maria Torri (interpretato da Valerio Binasco). Il Consiglio discute animatamente problematiche economiche e finanziarie, in perfetto stile aziendale; il Direttore appare in pieno controllo della situazione, un vero dominus dell’organizzazione. Lo coadiuva una figura di Responsabile del Personale, Don Roberto Ferrari (Bebo Storti), che in qualità di sacerdote appare svolgere un ruolo più ampio anche come membro del Cda espresso dalla comunità ecclesiale. Leggi tutto >

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