La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Più tempo libero e meno inquinamento. Il lavoro agile che piace ai dipendenti

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Quasi 250 mila chilometri risparmiati, abbattimento del 2-3% delle emissioni nocive nell’aria e 106 minuti da utilizzare per sé: sono questi i numeri collegati allo smart working e riferiti a una sola giornata di lavoro. A illustrarli è stato Marco Mareggi, Consulente del Piano territoriale degli orari del Comune di Milanodurante la presentazione dei risultati della terza Giornata del lavoro agile organizzata dal capoluogo lombardo, dopo le edizioni del 2014 e 2015.
Dai dati riferiti al 2016 è emerso che sono in aumento i lavoratori ‘agili’ (+18%), così come le organizzazioni coinvolte nei progetti di smart working (+72,5%) che nel 2016 hanno riguardato circa 500 sedi d’azienda –e non solo l’headquarter– nei piani della modalità flessibile di lavoro.
Tuttavia, l’Assessora al Benessere, qualità della vita, sport e tempo libero del Comune di Milano Chiara Bisconti, che da tempo è impegnata sul fronte del lavoro agile, ha evidenziato che “affinché lo smart working sia accessibile a tutti serve ancora percorrere una lunga strada”, anche perché “non tutti ne hanno compreso il valore”. Eppure, come ha spiegato Bisconti, “i vantaggi sono evidenti”: “Per i lavoratori si tratta di migliorare la qualità della vita, mentre le aziende avrebbero nell’organizzazione dipendenti più produttivi”.

L’Inail offre le coperture
A giocare un ruolo decisivo nella diffusione del lavoro agile sono di certo le istitu-zioni: a fare il punto sul Disegno di legge di iniziativa governativa è stato Maurizio Del Conte, Consigliere giuridico del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e presidente dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal), che ha precisato come il progetto legislativo –che si augura “diventi legge entro la finedel 2016”– sia da considerare un “contenitore aperto che indica una strada”: “Ormai imprese e lavoratori sono maturi per introdurre una nuova modalità di lavoro che non preveda che i dipendenti svolgano le loro mansioni fisicamente insieme nello stesso luogo”.
Inoltre a Milano, Del Conte ha chiarito almeno due tra i punti più oscuri dello smart working: copertura assicurativadei lavoratori agili e utilizzo dei device. “L’Inail ha inserito una norma ad hoc nel Disegno di legge a fronte delle nuove regole, riconoscendo la copertura quando c’è una connessione tra infortunio e lavoro”, ha spiegato l’esperto. Che ha aggiunto, inoltre, che il progetto legislativo “evita di dire esplicitamente che i device utilizzati per fare smart working debbano essere forniti dal datore di lavoro”; anche perché, ha detto Del Conte, “in alcune aziende proprio questo è stato l’ostacolo alla diffusione del lavoro agile”. Mentre sulla sicurezza la responsabilità è del lavoratore, visto che “lo smart working è il trasferimento di fiducia al dipendente” che riguarda anche questo aspetto.

 

La diffusione dal Nord al Sud
In attesa che la nuova modalità di lavoro si diffonda, restano i numeri confortanti di un fenomeno “in espansione” e che “dal Nord Italia si sta allargando anche al resto del Paese”, come ha fatto notare Mareggi. I dati, infatti, indicano che i dipendenti che hanno svolto per la prima volta il lavoro agile sono in diminuzione (nel 2016 è stato il 52% del campione, contro il 63% del 2015), segno che sono sempre di più i lavoratori che hanno scelto di fare smart working (da segnalare, tuttavia, che sono calati i dirigenti che dal 3% del 2014, sono passati al 2% nel 2015 e all’1% nel 2016).
Si conferma, invece, invariato il trend dell’utilizzo del tempo risparmiato per la casa e la cura della famiglia (63% del campione), mentre l’87% dei dipendenti che svolge lavoro agile ha dichiarato di lavorare da casa.
In tre edizioni la Giornata del lavoro agile ha coinvolto complessivamente 242 aziende ed enti: oltre la metà non avevaattive forme di lavoro agile prima della partecipazione all’iniziativa e 58 sono state le organizzazioni che hanno aderito alle tre edizioni. Da rilevare che sul totale di aziende, ben il 57% sono piccolissimee piccole imprese con meno di 100 dipendenti, mentre il 20,2% ha fino a 500 dipendenti.

www.comune.milano.it/Giornata-LavoroAgile 

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