La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Welfare aziendale, dalle parole ai fatti

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L’esortazione di Papa Francesco a “costruire il bene comune e un nuovo umanesimo del lavoro” non ha spiazzato le imprese italiane. La maggior parte sottoscriverebbe al volo un impegno a creare le condizioni per “un lavoro rispettoso della dignità della persona che non guarda solo al profitto o alle esigenze produttive, ma promuove una vita degna sapendo che il bene delle persone e il bene dell’azienda vanno di pari passo”. Il problema, semmai, è passare dalle buone intenzioni ai fatti e per questo può essere d’aiuto il buon esempio di chi è già avanti nella tabella di marcia.

Più servizi, più comunicazione

Andrea Mazzini_Credem
Andrea Mazzini, Responsabile Welfare e Amministrazione del Personale di Credem

“Stare bene per lavorare bene”, claim che accompagna tutto il welfare di Credem, fa rima con le parole del Pontefice e riporta a un’unica fonte i mille rivoli dell’impegno dell’istituto di credito per il benessere degli oltre 6mila dipendenti.

Creando le condizioni migliori per aumentare la soddisfazione si favoriscono produttività e raggiungimento dei risultati. Fidelizzazione, benessere ed engagement sono collegati”, chiarisce Andrea Mazzini, Responsabile Welfare e Amministrazione del Personale di Credem, ricordando che certi temi, nel mondo bancario, non sono affatto nuovi.

Partiamo da un livello alto rispetto agli altri settori e non dovremmo mai darlo per scontato. Fondi pensione, polizze sanitarie, vari tipi di assicurazione, ticket pasto e borse di studio sono acquisiti da tempo nella contrattazione a livello di Ccnl, integrativa e di territorio. Quando nel 2014 abbiamo disegnato il progetto di lungo periodo, Welfare per noi, abbiamo deciso, innanzitutto, di valorizzare l’esistente, per poi aggiungere servizi che rispondessero a nuovi bisogni”.

L’ufficio welfare di Credem, di nuova costituzione, è diventato il referente per tutti gli istituti già presenti nei Ccnl nazionale e integrativo e ne ha aggiunti molti altri con stanziamenti di budget e piani di rilasci mensili organizzati in sei cluster: salute; benessere; work-life balance; protezione; tempo libero; potere d’acquisto e supporto personale. Si è arrivati così a un panorama estremamente ricco.

Qualche esempio? Sono oltre 4mila le visite di prevenzione gratuite garantite nel 2017 ai dipendenti, che possono anche seguire seminari in presenza e in streaming dedicati al benessere o indossare dispositivi di monitoraggio in palestra.

Per il work-life balance l’azienda ha spinto molto su remote e Smart working, modalità oggi scelte da oltre 1.000 persone e che si aggiungono all’ulteriore sviluppo di permessi retribuiti e part time e a servizi salva tempo come lavanderie e consegna pacchi.

Diverse polizze assicurative già attive garantiscono protezione, ma Credem si è impegnata molto a farle conoscere, mentre promuoveva anche altre iniziative come i corsi di guida sicura. Per (riempire)il tempo libero, ci sono le tante convenzioni attivate attraverso il Cral e una ricca biblioteca multimediale, mentre il potere d’acquisto è tutelato con borse di studio, bonus per le nascite o anche convenzioni come quelle per il noleggio auto.

“Credem ha da due anni anche un premio ‘welfare di risultato’ pagato ai dipendenti in servizi di welfare con la conseguente convenienza economica prevista e agevolata dalla legge”, ricorda Mazzini.

Ricca anche l’area del supporto personale, dove si va da care giving e baby sitting ai seminari sulla genitorialità o orientamento allo studio peri figli, senza tralasciare ovviamente supporto alla neo mamme, con consulenze mediche e psicologiche o focus group dalla gestazione fino al rientro in azienda.

“Un corpo di soluzioni così variegato ci permette di rispondere anche a micro bisogni molto specifici e ognuno può trovare nel welfare la soluzione al suo problema”, commenta il Responsabile Welfare e Amministrazione del Personale.

In una selva fitta, però, potrebbe essere facile perdere l’orientamento. “La comunicazione è fondamentale e in un’era di over comunicazione bisogna raddoppiare gli sforzi per far arrivare il messaggio e accompagnare tutti nella complessità dell’offerta.

Solo così si possono davvero raccogliere i risultati”. È quello che è successo anche con la conversione in welfare del premio di risultato. “Il primo anno la novità ha creato qualche difficoltà nell’utilizzo, ma, quando la conoscenza si è diffusa, è cresciuto l’interesse e il livello di soddisfazione.

Questo trend continuerà, anche perché l’offerta di servizi è sempre più ampia, ma per essere sicuri che ognuno sia in grado di trovare ciò di cui ha bisogno dobbiamo continuare a investire in una comunicazione ben struttura che utilizzi diversi canali e modalità in modo integrato”.

 

Per conoscere altre testimonianze sul tema, leggi il numero di Ottobre-Novembre 2018 di Persone&Conoscenze.
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