La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

Lo sviluppo sostenibile delle città è digital: il progetto Greenmore di IED e Coldiretti Giovani

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Il 50% della popolazione mondiale oggi abita nelle città. Nel 2050 si prevede che a vivere nei centri urbani sarà l’80%. Cosa accadrà? Ci dimenticheremo dell’agricoltura, della tutela del territorio, del mantenimento della biodiversità e della bellezza del nostro paesaggio? Scompariranno i prodotti della terra, senza qualcuno che li coltiva? Alla Social Media Week si è parlato, questa mattina, di digital, mobile e social experience come rimedi per lo sviluppo sostenibile delle nostre città.

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Un dato importante ci dice che oggi un italiano su quattro si dedica alla coltivazione fai da te, anche nelle grandi città; ma si tratta per lo più di appartenenti alle generazioni mature. Tra i rappresentanti della generazione X e i millenial sono ben pochi quelli che si interessano al tema. Nel nostro Paese, a differenza di altre parti del mondo, l’agricoltura partecipativa e collaborativa stenta a decollare, principalmente per motivi culturali e di fiducia.
C’è però un’esperienza estremamente positiva. Nel 2009 è iniziato il progetto Campagna Amica, la più grande rete europea di vendita diretta degli agricoltori, con oltre 20.000 punti vendita. “Un progetto che vede protagonisti tanti giovani e che ha avvicinato i cittadini al modello di sviluppo della tradizione contadina italiana; un modello alternativo con al centro la qualità della vita, che parte dalla sostenibilità e dalle persone”, racconta Carmelo Troccoli, Segretario Nazionale, Coldiretti Giovani Impresa. Campagna Amica è un’iniziativa che ha avuto come obiettivo quello di riportare lo spazio agricolo nelle città, mantenendolo bello, pulito, etico e di qualità. “Spazi non grigi”: questo è lo slogan.
Per fortuna l’interesse del nostro Paese non si è fermato qui. IED e Coldiretti Giovani Impresa hanno sviluppato, attraverso un workshop della durata di quattro mesi, un progetto ready to use da donare a Comuni e agricoltori per implementare l’agricoltura urbana in città. Ne emerge che, attraverso l’utilizzo di piattaforme mobile e social connection, si può davvero favorire il consumo consapevole di prodotti ‘coltivati sotto casa’.
“Abbiamo deciso di partire dall’esperienza di Detroit – spiegano gli studenti dello IED che hanno dato vita al progetto Greenmore dell’orto condiviso –, che da ex motor city è diventata oggi una farmer city, dove le fabbriche sono state rase al suolo per far spazio alla prateria urbana; dove le persone rimaste si radunano in luoghi di socialità come i mercati agricoli; dove, infine, i giovani riconoscono nell’attività agricola un modo per esprimersi.”
Vivere nella sharing economy è stato sicuramente un altro spunto importante. “Sono tantissime le esperienze di successo che prendono vita dall’idea della condivisione: Uber, BlaBlaCar, Couchsurfing, ecc. – continuano i ragazzi –; il problema era rendere la cosa appetibile a un target giovane e informato, scettico, incapace di fidarsi e dunque di condividere”.
Il primo passo è stato immaginare un target ideale composto da:

  • amanti della cultura e persone alla ricerca di nuove esperienze;
  • singoli legati al mondo agrario e desiderosi di un impiego all’aria aperta;
  • appassionati di design;
  • persone che credono nei principi della buona alimentazione.

Sulla base di questo target si è proceduto a individuare un’idea di orto urbano che fosse:

  • replicabile (distribuito a macchia di leopardo in tutta la città);
  • appealing (dal design ecochic e vegan friendly, per esempio);
  • accogliente (concepito come luogo di incontro e socialità, con zone ristorante e wifi);
  • aperto a tutti, anche a chi non ha esperienza in materia – vista la presenza di tutor esperti – e atto alla trasmissione di conoscenza;
  • tecnologico e mobile.

Uno spazio ‘alla moda’ sui tetti di Milano, con ristoranti in cui consumare prodotti a km zero e in cui incontrare amici, ascoltare musica; ma allo stesso tempo un luogo utile alla città, che valorizza il territorio, la biodiversità e aiuta le famiglie a fare la spesa, grazie anche al supporto della rete Campagna Amica. Il tutto gestito tramite un’applicazione mobile da cui consultare gli orti vicini che hanno bisogno di manodopera; conoscere altri farmer e darsi appuntamento nell’orto (una sorta di social network); lasciare recensioni su orti e prodotti coltivati. E un sistema di reward, con ricchi premi: viaggi (biglietti ferroviari, aerei, buoni soggiorno); prodotti legati alla sfera dell’esperienza (cultura, musica, fitness); voucher per l’acquisto sul mercatino di Campagna Amica e di Greenmore.

rooftopgarden

“Alla base di questo progetto sta l’idea dello spazio pubblico come contenitore di valore, identità e significato per la città. Il Comune di Milano non può che sostenere l’iniziativa, vista la direzione comune”, conclude Alessandro Capelli, delegato alle politiche giovanili del Comune di Milano.
“Valorizzare il territorio, produrre un legame forte tra le giovani generazioni e la città: sono questi gli aspetti che condivido del progetto IED e Coldiretti. Considerare i giovani come portatori di risorse, innovazione e cambiamento e mettere al centro il tema dell’inter-generazionalità e della trasmissione dei saperi sono i giusti presupposti per risanare le città e recuperare la qualità della vita.”

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