La cura della persona e dell’ambiente di lavoro come opportunità di crescita per le organizzazioni

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Potere, cultura, lavoro: dalle macerie della guerra Adriano Olivetti estrasse questa triade di fattori che avrebbe trasformato una modesta fabbrica di macchine da scrivere in una fabbrica di prodotti, di idee e di futuro, che un giorno sarebbe giunta a impiegare oltre 30mila persone. Davanti all’incerta soglia di uscita dalla più vasta crisi economica del nostro tempo, ci sarebbe da chiedersi se è cambiato qualcosa nel modo di fare impresa, di stare sul mercato, di organizzare il lavoro: in altri termini se sia servita la dura lezione della finanziarizzazione dell’economia e della logica con la quale solo la cassa a breve termine misura i risultati, oppure stiamo rientrando tutti nei vecchi  panni e negli schemi di sempre. Leggi tutto >

Alla luce degli scenari attuali, in presenza di una forte contrazione delle iniziative di welfare pubblico, il mondo privato ha sempre più l’opportunità di sperimentare nuovi modelli e percorsi tesi a venire incontro alle esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie. Le diverse esperienze maturate nel nostro Paese testimoniano l’interesse crescente verso questa tematica da parte di aziende e istituzioni.
Sono tantissime le proposte che le aziende possono mettere in atto a sostegno dei propri dipendenti e del territorio nel quale operano – iniziative di conciliazione vita-lavoro, piani strutturati di flexible benefit e buone pratiche di welfare ‘di territorio’. Tuttavia rimangono aperti molti interrogativi. Come diffondere una cultura del welfare in azienda? Come rispondere alle esigenze di una popolazione aziendale vasta, dunque portatrice di bisogni differenti? Come sviluppare un piano di welfare competitivo e innovativo rispetto ai servizi offerti e in linea con il benessere delle persone nelle organizzazioni? Come, infine, si può fare welfare anche nelle PMI?
Con l’aiuto di accademici ed esperti, aziende e alcuni principali attori del mercato, abbiamo cercato di rispondere a queste domande all’evento milanese Welfare Aziendale: ottimizzare il costo del lavoro migliorando il clima aziendale che si è tenuto lo scorso mercoledì 15 aprile. Leggi tutto >

Giovedì 22 gennaio 2015 al convegno Welfare aziendale: ottimizzare il costo del lavoro migliorando il clima aziendale è intervenuto Gianfranco Rebora, direttore di Sviluppo&Organizzazione e professore ordinario di organizzazione aziendale – Università Carlo Cattaneo – LIUC di Castellanza.

“Le aziende sono luoghi di impulso per la sperimentazione e l’innovazione”, con questa premessa si apre il convegno romano sul welfare aziendale. I progetti di sviluppo dei servizi ai lavoratori – dalle iniziative di work life balance al ripensamento degli spazi e dei tempi di lavoro (smart working), dalla gestione della diversità e dei rapporti inter-generazionali fino ai piani di flexible benefit – si possono leggere alla luce dell’innovazione e del cambiamento organizzativo. Al di là della speculazione teorica, per ottenere risultati concreti in ciascuna di queste aree, si pone il problema di una visione integrata, sistemica e orientata al cambiamento. Serve la consapevolezza di operare in un terreno di frontiera, dove occorre affrontare rischi e superare ostacoli non indifferenti.
Per Gianfranco Rebora il welfare organizzativo configura un terreno importante di incontro tra progetti a livello di aziende e organizzazioni e più ampie politiche di sistema. Il ruolo dell’intervento pubblico – e quindi quello delle politiche economiche e sociali, concertate anche con gli attori che rappresentano interessi – può essere quello di promuovere e facilitare nuove soluzioni, rimuovendo vincoli e aprendo spazi per le iniziative e le scelte autonome dei soggetti che operano nelle diverse organizzazioni. Il risultato, non è infatti raggiungibile attraverso politiche uniformi e generalizzate, ma richiede un approccio flessibile, che adotti una molteplicità di strumenti ben mirati rispetto a situazioni, contesti, esigenze tra loro molto differenti. Le aree di intervento coinvolte sono numerose. L’ipotesi è che possa realizzarsi un circolo virtuoso in un rapporto di reciproca influenza tra i diversi livelli di intervento.
Le strategie aziendali sono quindi chiamate a sviluppare le potenzialità insite nelle politiche generali attraverso una capacità progettuale (di elaborazione, gestione e miglioramento continuo) che porti a soddisfare, in modo combinato e coerente, le esigenze dei diversi soggetti interessati. Si tratta di un compito molto più creativo e impegnativo di quanto non sia la semplice realizzazione operativa di un modello astratto che qualcuno ha concepito a un diverso livello. Leggi tutto >

Pagamenti rapidi e soprattutto certi. Zero burocrazia. Massimo rispetto dei contratti e delle necessità finanziare, soprattutto delle PMI, le più colpite dalla crisi. Con queste premesse e  con l’obiettivo di consolidare i propri rapporti con le migliaia di realtà commerciali e di servizio con le quali, ogni giorno, eroga i propri servizi di supporto al welfare pubblico e al welfare aziendale, la società milanese Welfare Company ha sottoscritto il CPR (Codice dei Pagamenti Responsabili).
L’iniziativa, avviata da Assolombarda e ispirata al Prompt Payment Code britannico, impegna gli aderenti a rispettare i tempi e le modalità di pagamento pattuite con i fornitori e a pagare in modo veloce e puntuale, sulla base di procedure semplici e non burocratiche. Welfare Company, verso la filiera degli erogatori dei servizi impegnati nei diversi programmi di welfare attivati dalla società – quasi 10.000 fornitori per gestire i servizi dedicati a oltre 200 tra aziende private e PA clienti, con 40.000 beneficiari finali dei servizi erogati –, adotta, da sempre, termini di pagamento tra i più contenuti in assoluto (trenta giorni), tassativamente rispettati grazie all’adozione di procedure di rimborso agili e prive di passaggi ridondanti che assicurano speditezza e certezza dei pagamenti. L’obiettivo dell’iniziativa, coerente con la cultura del management dell’azienda, è quello di creare un circuito virtuoso per reagire al loop negativo degli incassi caratterizzati dai tempi lunghi e incerti che affliggono i rapporti con le Pubbliche Amministrazioni e impedire, così, ‘effetti domino’ negativi sulla filiera dei fornitori che rischiano di inquinare la qualità dei servizi erogati ai beneficiari finali.
  “Aderire a questa iniziativa, che definirei di vera e propria ‘economia civile’, è stato per noi del tutto naturale – commenta Giovanni Scansani, Amministratore Delegato di Welfare Company – in quanto, per un’impresa come la nostra che opera in settori nei quali la fiducia e l’affidabilità sono elementi costitutivi, assicurare ai nostri stakeholder una conduzione rispettosa dei contratti è del tutto funzionale all’incremento di quel bene, oggi molto scarso, che è, appunto, la fiducia tra coloro che ogni giorno s’incontrano negli scambi. Siamo orgogliosi di far parte di un primo gruppo di aziende che ha deciso di ‘fare la prima mossa’ e di sostenere, con la propria partecipazione, un’iniziativa che mira a ridare equilibrio all’agire economico e a migliorare la competitività delle imprese”. Leggi tutto >

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